Paolo Massari, la donna che lo ha accusato di stupro: “Ho pensato che mi avrebbe uccisa”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:58

La testimonianza della donna che ha accusato di stupro il giornalista Mediaset Paolo Massari è stata raccolta in un’intervista dal ‘Corriere’.

La denuncia per stupro e aggressione ai danni di Paolo Massari è arrivata sabato notte ed è diventata di dominio pubblico a partire dal giorno seguente, quando il giornalista è stato arrestato e portato a San Vittore. In seguito all’accaduto, l’ex assessore di Milano è stato sospeso da Mediaset; l’emittente ha infatti deciso di prendere posizione immediatamente, ed il provvedimento durerà almeno finché tutta la vicenda non verrà chiarita. Quando gli agenti sono giunti in casa sua per arrestarlo, Paolo Massari si è dichiarato innocente ed ha negato le accuse della donna. In carcere è stato posto sotto sorveglianza per timore che potesse commettere un gesto estremo ed in queste ore verrà ascoltato dal magistrato.

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Paolo Massari, la testimonianza della vittima

Sabato sera ‘Il Corriere‘ ha intervistato l’imprenditrice che ha sporto denuncia. Al giornalista la 56enne imprenditrice, la quale preferisce mantenere l’anonimato, ha raccontato che Paolo l’aveva contattata per un’intervista e si erano visti in un locale per un aperitivo. Fino a quel momento tutto era andato bene ed insieme avevano deciso di andare a cenare. Dopo però la serata ha cambiato registro: “Paolo ha detto che siccome il tempo non era buono, era meglio prendere la macchina lasciando lo scooter a casa sua, lì vicino. Ci siamo andati, e una volta nel seminterrato è sceso il buio. Qualcuno pensa che abbia commesso un errore, che in un certo senso me la sia andata a cercare… A me, che una donna debba difendersi come se fosse lei la colpevole, che debba giustificarsi, fa schifo“.

Secondo il racconto della donna, Paolo avrebbe cambiato immediatamente atteggiamento diventando violento: “Paolo ha avuto una velocissima metamorfosi, ha iniziato a dare ordini e pretendere che li eseguissi, mi ha umiliata, voleva che fossi la sua schiava… Aveva quel ghigno, quel ghigno… Ero da un lato bloccata, paralizzata, e dall’altro ho deciso di gestire la situazione, di cercare di controllarla per quanto potessi, avevo quel pensiero fisso, sempre lo stesso: ‘Mi ammazza‘”.

Approfittando di un momento di pausa, la donna è scappata dal seminterrato ed ha cominciato a correre in strada in cerca di aiuto: “La saracinesca del box, adiacente il seminterrato, aveva un pertugio alla base, non so neanche come sia riuscita a passarci, ma ci sono riuscita, ho percorso un vialetto, sono sbucata in strada… Lui era alle mie spalle, sullo sfondo. Calmo, rilassato. Ripeteva: ‘Rientra, non far la matta‘”.

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