Gli attacchi di panico erano in realtà sintomi di un tumore al cervello che cresceva da 20 anni: la storia di Catherine

All’apparenza attacchi di panico e depressione, ma in realtà un terribile tumore le cresceva da 20 anni nella testa: la storia di Catherine, salvata miracolosamente dalle figlie 

All’inizio una diagnosi di attacchi di panico frequenti, per i quali le erano stati prescritti anti depressivi, poi la sconcertante verità: Catherine Wilcockson, 37 anni, aveva un tumore che le cresceva all’incirca da 20 anni nel cervello. La donna è venuta a saperlo per caso, dopo aver avuto una grave crisi mentre dormiva: è caduta dal letto e ha sbattuto la testa per terra.

Salvata durante una crisi dalle due figlie 

In questa triste vicenda, però, il lieto fine è dato dalla solidarietà familiare: le due figlie di Catherine, Shani e Christie, hanno immediatamente allertato il nonno, riuscendo a salvare la vita alla madre. Portata di corsa al Northern General Hospital di Sheffield, nel sud di York, Catherine è stata immediatamente sottoposta alla TAC, attraverso la quale i medici sono riusciti a scoprire che il malessere di Catherine non derivava da attacchi di panico, bensì dalla presenza di una massa tumorale grossa almeno quanto due mele. 

La rinascita di Catherine dopo l’operazione

Parlando dei suoi sintomi la donna ha raccontato in un’intervista l’incubo vissuto durante tutti questi anni, nei quali nessuno psicologo e nessun medico sono riusciti a capire che cosa stesse accadendo: “È stato un incubo assoluto – non riuscivo a capire perché mi sentissi così” – e ha aggiunto – “Ripensandoci, è ancora peggio perché stavo mettendo me stesso e gli altri in pericolo. Non soffrivo di attacchi di panico, erano convulsioni“. Il 18 giugno 2019 i medici hanno eseguito un intervento chirurgico che, anche se le ha lasciato 34 punti sulla testa, è riuscito a salvarle la vita. A marzo di quest’anno Catherine ha festeggiato due momenti importantissimi: il decimo compleanno della figlia Shani e la notizia che il tumore, grazie anche alle terapie successive, si era ridotto al 5% delle sue dimensioni originali. “Quest’anno è stato un turbine completo e montagne russe, ma so che devo andare avanti, per me e per le mie ragazze”, ha dichiarato la donna.

Ha deciso aiutare chi ha il suo stesso problema

Friedrich Nietzsche, in un aforisma diventato poi celebre, disse: “Quello che non mi uccide, mi fortifica” e così è stato per Catherine: dopo questa terribile vicenda la donna ha deciso di attivarsi per gli altri e lavorare per l’ente benefico Brain Tumor Research, condividendo la sua storia e aiutando chi, paralizzato da una notizia come quella di una diagnosi di tumore cerebrale, potrebbe avere bisogno di sostegno psicologico e di aiuto. Catherine e la figlia Shani questo venerdì parteciperanno al “Wear A Hat Day With Flowers” , l’evento in cui si indosseranno cappelli preferiti ornati di fiori per raccogliere fondi per la causa e per la ricerca.

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