Microplastiche presenti anche in frutta e verdura: i drammatici risultati di uno studio italiano

ULTIMO AGGIORNAMENTO 20:08

studio italiano sulle microplasticheDai risultati di uno studio condotto in Italia è emerso che le microplastiche che si formano in acqua sarebbero presenti anche in buona parte della frutta e degli ortaggi consumati

Secondo quanto emerso da uno studio tutto italiano, le microplastiche sarebbero presenti anche nella parte edibile di alcuni dei frutti e degli ortaggi più consumati nel Belpaese. Il drammatico risultato arriva in seguito al lavoro condotto da un team del laboratorio di igiene ambientale e degli alimenti dell’Università di Catania, con uno studio firmato dai ricercatori Gea Oliveri Conti, Margherita Ferrante, Claudia Favara, Ilenia Nicolosi, Antonio Cristaldi, Maria Fiore e Pietro Zuccarello, oltre ad Mohamed Banni del Laboratoire de Biochimie et Toxicologie Environnementale di Sousse in Tunisia. Si tratta del primo nel suo genere e riporta i dati relativi alla contaminazione delle microplastiche in mele, pere, carote, patate, lattuga e broccoli con un livello di concentrazione variabile tra 1,51 e 2,52 microns ed range quantitativo medio da 223mila (52.600-307.750) a 97.800 (72.175-130.500) particelle per grammo di vegetale rispettivamente in frutta e verdura. I risultati dello studio sono stati diffusi nell’articolo “Micro- and nano-plastics in edible fruit and vegetables. The first diet risks assessment for the general population” pubblicato sulla rivista di settore Environmental Research (Elsevier).

Microplastiche, le parole del team che ha condotto lo studio

“Il gruppo di lavoro – hanno sottolineato la professoressa Margherita Ferrante e la ricercatrice Gea Oliveri Conti – sta, inoltre, ampliando gli alimenti investigati. Attualmente è in fase di elaborazione un ulteriore articolo sui dati derivanti dai filetti eduli di pesce. L’articolo riporta, inoltre, le Estimated Daily Intakes (Assunzioni giornaliere stimate) per adulti e bambini, divenendo di fatto il primo studio che quantifica l’esposizione a microplastiche inferiori ai 10 microns della popolazione generale mediante l’ingestione di tali alimenti”. Si tratta di un risultato importante in quanto si va a dimostrare quanto sia diffuso l’impatto dei rifiuti plastici presenti nei corsi d’acqua e nei mari.

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