Trovato fossile nell’antartico: si tratta dell’uovo di un mostro marino?

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:51

Un gruppo di ricercatori americani ha trovato nell’antartico un fossile preistorico: ritengono possa trattarsi dell’uovo di un “mostro marino”.

Nel 2011 dei ricercatori cileni hanno scoperto sui fondali dell’antartico un fossile di cui non riuscirono a comprendere l’origine. Questo fossile dal diametro di circa 30 cm aveva un aspetto insolito e nessuno degli studiosi sapeva ben identificarlo, tanto che venne soprannominato “La cosa” in omaggio al film di Carpenter. E’ stato trovato nel mezzo di alcune rocce sopra le quali erano rimasti conservati gli scheletri di un Monosauro e di altre creature preistoriche come i Plesiosauri.

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Uno di loro, David Rubilar, decise allora di esporlo al museo cileno di storia naturale. Ogni volta che uno studioso di un altro Paese veniva in visita, lo studioso sudamericano cercava di capire se avesse qualche idea su cosa fosse il fossile. Per anni, fino al 2018, non riuscì ad ottenere una risposta. A risolvere l’enigma è stata l’esperta Julia Clarke, professoressa alla Jackson School’s Department of Geological Sciences. Questa ha infatti suggerito che si trattava di un uovo, ipotesi precedentemente scartata per via del perfetto stato di conservazione.

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Il fossile trovato nell’Antartico è un uomo di Monosauro

Per verificare l’ipotesi, il fossile è stato analizzato dall’Università del Texas, alla quale sono stati inviati dei campioni di tessuto. Si è scoperto che in effetti il fossile era formato da strati di membrane e che si trattava quindi dell’uovo di un rettile preistorico, più precisamente di un Monosauro. Attraverso il test della datazione si è scoperto in oltre che questo risale a circa 66 milioni di anni fa. Il fatto che l’uovo si trovasse nelle profondità marine, suggerisce che questa specie si potesse riprodurre come alcuni grossi serpenti, ovvero depositando le uova già fecondate dal maschio. Tuttavia, a differenza dei serpenti, questi non riuscivano a salire sulla terra a causa della mole e quindi le depositavano in mare aperto.

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