Quando un Pontefice rapì un bambino: il caso Edgardo Mortara, rapito da Papa Pio IX, 162 anni dopo

ricorrenza Edgardo Mortara rapito da papa Pio IX

Oggi ricorre il giorno in cui, 162 anni fa, un Papa fece rapire un bambino dalla sua casa. Quel papa era Pio IX, ultimo sovrano dello Stato Pontificio e il bambino si chiamava Edgardo Mortara: ecco la storia.

Edgardo Mortara oggi è forse un nome sconosciuto ai più, ma nel 1858 la sua storia divenne famosa in Europa e varcò persino l’oceano, dando scalpore persino in America.

Il bambino naque in una famiglia ebraica di Bologna il 27 Agosto del 1851 e, all’insaputa dei propri genitori, venne battezzato dalla domestica della famiglia, Anna Morisi. La ragazza, semplice ed allora 14enne, spaventata dall’idea che il bambino potesse morire, lo battezzò in segreto. La sua decisione fu dovuta alla malattia di Edgardo, che però sopravvisse.

Sei anni dopo alla giovane venne chiesto di battezzare anche il fratello minore del bambino. La Morisi si rifiutò, raccontando di essersi pentita di aver precedentemente battezzato già uno dei figli di casa Mortara. Questa sua confessione informò così le autorità ecclesiastiche dell’avvenuto battesimo di Edgardo, in un epoca in cui alle famiglie ebree era vietato crescere bambini di fede Cristiana.

Il rapimento di Edgardo a Bologna

Papa Pio IX, ultimo sovrano dello Stato Pontificio, diede l’ordine di prelevare il bambino dalla casa dei genitori, e di condurlo presso la casa dei Catecumeni, un istituzione mantenuta proprio con i proventi delle tasse imposte alle Sinagoghe da parte della Chiesa.

Ai genitori fu permesso vedere Edgardo solo una volta a distanza di settimane, ma solo per pochi istanti. In quell’occasione il bambino raccontò alla madre di come la sera recitasse ancora lo “Shemà Israel”, la principale attestazione di fede ebraica.

Edgardo crebbe istruito a credere che i propri genitori fossero indegni, e a 23 anni fu ordinato prete. Nel proprio memoriale scrisse “Allorché io venivo adottato da Pio IX tutto il mondo gridava che io ero una vittima, un martire dei gesuiti. Ma ad onta di tutto ciò, io gratissimo alla Provvidenza che mi aveva ricondotto alla vera famiglia di Cristo, vivevo felicemente in San Pietro in Vincoli e nella mia umile persona agiva il diritto della Chiesa, a dispetto dell’imperatore Napoleone III, di Cavour e degli altri grandi della terra”.

Papa Pio IX rimase sempre saldo nella sua posizione, affermando nel 1865 di aver avuto “il diritto e l’obbligo di fare ciò che ho fatto per questo ragazzo, e se dovessi farlo lo farei di nuovo”.

Papa Pio IX fu beatificato 3 settembre 2000 da papa Giovanni Paolo II, nonostante il caso Mortara non fu l’unico motivo di controversie che Pio IX affrontò in vita, tanto che all’epoca della traslazione della salma il popolo insorse, tentando di gettare le spoglie del Pontefice nel Tevere.