Scuola, parla Conte: “E’ normale ci sia molta preoccupazione”. Poi una battuta: “Non possiamo dirvi di abbraciarvi”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:17

Conte con la mascherina

Abbiamo scritto stamane della prima bozza del Piano scuola.

Una bozza che ha fatto molto discutere e che ha portato le vari componenti del mondo scuola a minacciare una vera e propria “guerra” a partire da settembre, qualora le cose non dovessero cambiare.

Avvicinato dai giornalisti nei paraggi di palazzo Chigi, il premier Giuseppe Conte s’è espresso così in merito: “La scuola è un pilastro del nostro sistema sociale, sono i nostri bambini, il nostro futuro. È normale che ci sia molta attenzione, molta preoccupazione”.

Scendendo nel dettaglio, Conte ha proseguito: “La ministra (Azzolina, ndr) ha incontrato i sindacati e gli enti locali. Stiamo lavorando tutti i giorni per consentire di ritornare in sicurezza a scuola a settembre. Dateci ancora un po’ di tempo. Sull’edilizia scolastica ci sono soldi mai usati dovremo fare un miracolo. Una nostra norma ha conferito a sindaci e presidenti di province il ruolo di commissari straordinari per poter procedere a tutto con due tranche di 300 milioni più 300. Stiamo facendo di tutto“.

Una battuta quindi sul decreto semplificazioni, fondamentale secondo il capo del Governo: “La settimana scorsa mentre eravamo alla consultazione nazionale i tecnici hanno continuato a lavorare. Stiamo arrivando alla versione definitiva”.

Una battuta per finire sull’uso delle mascherine e sulla necessità del distanziamento sociale, sollecitata dalle domande dei cittadini con cui Conte si stava intrattenendo quando è stato intercettato dai giornalisti: “Fino a quando il virus c’è, un’autorità pubblica non potrà mai dire abbracciatevi“.

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