La scoperta: sul Sole si formano tornado grandi quanto l’Europa

ULTIMO AGGIORNAMENTO 21:12

enormi tornado solariTornado estesi anche migliaia di chilometri, formati dai moti vorticosi dei campi magnetici. La scoperta è di Inaf e Asi con il supporto dell’Università di warwick

Tornado delle dimensioni paragonabili a quelle dell’intera Europa sul Sole. L’eccezionale scoperta arriva da un team composto da scienziati e ricercatori dell’Inaf, dell’Asi e dell’Università inglese di Warwick, coordinati da Mariarita Murabito dell’Istituto Nazionale di Astrofisica. Per la prima volta sono riusciti a trovare conferma del fatto che i tornado solari vengono prodotti dai moti vorticosi dei campi magnetici, che possono estendersi per migliaia di chilometri e durare almeno una decina di minuti. I risultati della scoperta verranno pubblicati sulla rivista Astronomy & Astrophysics: per arrivare a questo straordinario risultato sono stati analizzati i dati raccolti dall’Interferometric Bidimensional Spectrometer dell’Inaf presso il telescopio solare Dst nel New Mexico. Una serie di immagini che hanno permesso ai ricercatori di costruire una vera e propria tomografia tridimensionale dei campi magnetici e dei segnali ad essi associati, che si muovono all’interno dei tornado solari.

La dichiarazioni degli esperti che hanno scoperto i maxi tornado solari

La dottoressa Murabito ha sottolineato: “Sin dalla loro scoperta nel 2011, le simulazioni teorizzavano che tali strutture rotanti visibili nella cromosfera solare fossero in realtà i traccianti di strutture magnetiche che, ruotando velocemente generano una forza centrifuga che permette al plasma di muoversi verso l’esterno lungo le linee stesse del campo magnetico. Tale flusso di plasma può così essere accelerato verso gli strati sovrastanti dell’atmosfera solare. Era quindi di fondamentale importanza riuscire a vederne la loro natura magnetica”.

Marco Stangalini, dell’ASI e membro del team ha aggiunto: “I campi magnetici che si attorcigliano all’interno di questi vortici rappresentano le condizioni fisiche ideali per l’eccitazione di onde magnetiche, che sono ritenute uno dei responsabili proprio del riscaldamento degli strati più esterni dell’atmosfera della nostra stella e dell’accelerazione del vento solare. È la prima volta che, grazie a dati spettro-polarimetrici ad alta risoluzione, si riesce ad effettuare una tomografia tridimensionale dei campi magnetici all’interno di queste strutture. Ma è plausibile pensare che nel prossimo futuro gli strumenti di nuova generazione, grazie alla loro maggiore sensibilità polarimetrica, possano osservare un numero sempre maggiore di questi eventi, fornendoci preziose informazioni a riguardo”.

Iscriviti al canale Telegram di NewNotizie per non perdere nessun aggiornamento: CLICCA QUI!