Chernobyl, pubblicati a distanza di 34 anni dei documenti segreti che fanno luce sul disastro

Chernobyl

A distanza di 34 anni dal disastro di Chernobyl sono stati rilasciati dei documenti segreti riguardanti il peggior incidente nucleare che il mondo ricordi.

Sono passati 34 anni dall’incidente nucleare che tenne l’Europa con il fiato sospeso. Classificato al livello 7, il più alto esistente, il disastro nucleare avvenuto il 26 aprile 1986 torna a far discutere.

All’epoca i funzionari dell’Unione Sovietica cercarono di seppellire la verità su ciò che accadde quando un reattore dello stabilimento vicino a Pripyat (oggi territorio Ucraino) esplose.

Migliaia di persone morirono a causa di quell’incidente: sia nei giorni successivi all’esplosione del reattore 4 di Chernobyl, sia per avvelenamento da radiazioni o condizioni correlate alle radiazioni a distanza di tempo.

Desecretati e pubblicati i documenti su Chernobyl

Gli archivi di quell’orribile disastro sono stati  ora pubblicati  in un libro edito dal servizio segreto ucraino, SBU.

Appare così la ricostruzione di un incredibile numero di errori di costruzione, incidenti e interruzioni di emergenza nell’impianto tra la sua apertura nel 1971 e il giorno del disastro.

Da allora la centrale (rimasta parzialmente in attività fino al 2000) è stata circondata da una zona di interdizione a causa del rischio di radiazioni.

I funzionari – come riportato dal Daily Star – hanno presentato il libro proprio nella zona di esclusione di Chernobyl che circonda l’area del disastro.

Il centro stampa della SBU ha dichiarato in una nota: “Questa raccolta contiene 229 documenti, la maggior parte dei quali sono stati pubblicati per la prima volta. Alcuni di questi affermano come l’incidente sia avvenuto addirittura prima dell’aprile 1986.

Il direttore dell’archivio statale SBU Andriy Kohut ha dichiarato: “Tra i documenti inclusi nel nuovo libro, ci sono notizie di incidenti avvenuti nel 1986, una trascrizione di conversazioni telefoniche nella centrale nucleare di Chernobyl nella notte del 26 aprile, una copia del primo rapporto dell’incidente, informazioni sull’inizio delle indagini e sulla costruzione del sarcofago. “

Anton Drobovych, presidente dell’Istituto ucraino di memoria nazionale, ha dichiarato di voler divulgare i documenti per aiutare le persone a comprendere meglio la tragedia. Questo permetterebbe di prevenire futuri disastri dovuti a sistemi totalitari.

“Sebbene siano trascorsi più di 30 anni, una tragedia così massiccia non può essere dimenticata”, ha dichiarato Valeriy Seyda, primo vicedirettore generale della centrale nucleare di Chernobyl. Ancora oggi il livello di allerta intorno alla centrale è alto e la paura, figlia di quell’orrore, torna a riaccendersi in molte occasioni.