Omicidio Giulio Regeni, si indaga su cinque 007 egiziani: i loro nomi presenti su dei tabulati telefonici

ULTIMO AGGIORNAMENTO 20:41

La Procura di Roma sta effettuando degli accertamenti su cinque 007 egiziani che potrebbero essere legati al rapimento e al successivo omicidio di Giulio Regeni

Cinque agenti segreti egiziani, oltre a quelli su cui già si indaga, potrebbero essere coinvolti nei tragici fatti che hanno portato al rapimento e all’omicidio di Giulio Regeni, lo studente italiano ucciso nel febbraio 2016 a Il Cairo e sul cui corpo sono stati riscontrati segni di brutale tortura. La Procura di Roma sta effettuando degli accertamenti su queste cinque persone, i cui nomi risultano in dei tabulati telefonici forniti all’Italia nei mesi scorsi dagli agenti della National Security.

Cinque 007 egiziani potrebbero essere coinvolti nel caso Regeni, la Procura di Roma sta compiendo accertamenti

Altri cinque 007 egiziani, potenzialmente coinvolti nel caso di Giulio Regeni, sono  nel mirino della Procura di Roma. Come hanno riportato l’Agenzia Ansa e altre testate giornalistiche italiane in queste ore, si tratta di colleghi degli ufficiali della National Security che sono stati iscritti nel registro degli indagati in data 4 dicembre 2018 dal Pubblico Ministero Sergio Colaiocco.

La Procura sta quindi effettuando degli accertamenti per capire che tipo di coinvolgimento abbiano avuto questi cinque agenti nelle varie fasi del rapimento che hanno portato all’omicidio di Giulio Regeni. Un delitto su cui ancora, dopo più di quattro anni, l’Italia non ha ottenuto delle risposte dall’Egitto.

Cinque 007 egiziani potrebbero essere coinvolti nel caso Regeni, le dichiarazioni del Presidente della Camera Roberto Fico

Il Presidente della Camera dei Deputati Roberto Fico, nel corso di un’intervista rilasciata ai microfoni del TG1, ha dichiarato che l’incontro con la Procura del Cairo previsto per la giornata del 30 giugno non è andato bene come si sperava. Hamada Elsawi, procuratore generale della Procura de Il Cairo, non solo non avrebbe dato alcuna risposta  a Michele Prestipino e al sostituto Sergio Colaiocco sulle 12 richieste che compaiono nella rogatoria inviata nell’aprile del 2019, ma anzi avrebbe fatto delle ulteriori domande riguardo alle attività condotte da Giulio Regeni in Egitto. Un gesto che i genitori del defunto studente hanno bollato come “offensivo“.

L’incontro fra le procure è andato malissimo. L’Egitto ha dato un vero e proprio cazzotto in faccia all’Italia, a tutti gli italiani, al nostro Stato. Bisogna dare una risposta risoluta e veloce“, ha detto Fico. Una delle mosse da fare potrebbe essere quella di ritirare l’ambasciatore italiano dalla capitale egizia.

Alla reazione di fico fa eco quella dei membri grillini che fanno parte della Commissione Esteri:

A 4 anni dalla morte di Giulio Regeni non possiamo più accettare tentennamenti. Per questo bene ha fatto la Farnesina ad esprimere tutta la delusione per l’incontro di ieri tra la procura di Roma e quella del Cairo: un incontro, appunto, deludente e che ha palesato, ancora una volta, la mancata collaborazione delle autorità egiziane che, invece di fornirci le agognate risposte che tanto invochiamo, ha incredibilmente avanzato pretese nei nostri confronti chiedendo persino lumi sulla presenza di Regeni sul loro territorio. Ciò è per noi inaccettabile. Dall’Egitto pretendiamo maggiore rispetto“.

Maria Mento

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