Dramma in una miniera di giada in Birmania: 113 morti e centinaia di dispersi per una frana

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:47

I minatori sono stati travolti da un’ondata di fango. In centinaia sono ancora intrappolati, ma le operazioni di soccorso sono terribilmente aggravate dalle forti piogge 

113 morti e centinaia di dispersi: è questo il terribile bilancio della frana avvenuta in Myanmar, in Birmania. I minatori stavano raccogliendo le pietre in una miniera di giada nella zona Hpakant, da anni oggetto di deforestazione e di una mancata regolamentazione dell’attività mineraria. Il disastro è avvenuto intorno alle ore 8 di questa mattina dell’ora locale.

Un’ondata di fango ha invaso i cunicoli causando il crollo

A causare il crollo è stata un’ondata di fango provocata dalle forti piogge in corso, che una volta entrata nella cava ha invaso tutti i cunicoli non lasciando scampo ai minatori presenti. La forte pressione del fango, stando alle prime ricostruzioni, avrebbe provocato il collasso delle mura laterali della miniera, per poi riversarsi in una fossa adiacente.

Le forti piogge complicano le procedure di salvataggio 

All’interno della miniera sono ancora presenti un centinaio di minatori, la cui operazione di salvataggio è ulteriormente complicata non solo dalla complessa struttura della miniera, ma anche dalle fortissime piogge in corso che stanno rallentando il lavoro delle squadre di soccorso impegnate sul posto.

L’ennesimo disastro minerario

Solo il 23 giugno scorso si era verificata un’altra frana nella vicina cava di Seng Tawng, che ha provocato il decesso di due minatori. Incidenti mortali di questo tipo sono molto comuni nelle miniere di Hpakant, totalmente in preda ad una de-regolarizzazione delle attività minerarie. Nel 2015 una frana in una cava presente nella zona provocò la morte di 116 persone. Sempre nella stessa area lo scorso aprile hanno perso la vita 54 minatori nella stessa identica modalità: un’ondata fangosa aveva otturato la cava. Un commercio sanguinoso, attuato nella totale assenza di regole ed ulteriormente aggravato dalle attività di deforestazione della zona, un’attività che continua a provocare una scia di sangue nell’indifferenza generale, ma per un motivo ben preciso: il commercio di giada in Myanmar ha un valore di oltre $ 30 miliardi l’anno. 

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