Attacchi di iconoclastia, non c’è pace nemmeno per la Sirenetta danese

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:31

La statua dedicata alla favola di Hans Christian Andersen, la Sirenetta bronzea di Copenhagen, è stava vandalizzata da alcuni attivisti.

Verso la fine di maggio la morte di George Floyd ha fatto emergere una grande azione di protesta nei confronti dei razzisti e della polizia americana. Gli Stati Uniti sono stati invasi da manifestanti per settimane e presto sono nate manifestazioni di solidarietà anche nel resto del mondo. Non sempre le proteste sono state pacifiche, alcuni manifestanti, probabilmente gente a cui non interessava il motivo della protesta, hanno vandalizzato negozi, generato scontri e rubato oggetti di valore.

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In uno degli ultimi giorni di contestazione di massa, i manifestanti hanno voluto mettere in atto dei gesti simbolici. Gli attivisti, infatti, si sono scagliati contro le statue di personaggi iconici della storia americana, come protesta nei confronti di quelle persone che hanno contribuito a creare (volontariamente o involontariamente) una società basata sullo schiavismo e sul razzismo. In quei giorni sono state abbattute o decapitate, tra le altre, le statue dedicate a Jefferson e a Cristoforo Colombo.

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Vandalizzata la statua della Sirenetta a Copenhagen

Nelle scorse ore ad essere vittima delle proteste degli attivitisti è stata anche la Sirenetta di Copenhagen. Il monumento iconico del lungomare danese, omaggio alla favola di Hans Christian Andersen, non ha nulla a che vedere con il razzismo e con la tratta degli schiavi, tuttavia i protestanti gli hanno scritto sopra “Pesce razzista“. Probabilmente l’idea del razzismo si lega al personaggio immaginario per la querelle avvenuta lo scorso anno quando la Disney ha annunciato il cast del Live Action de ‘La Sirenetta’.

Per il ruolo della principessa Disney, infatti, è stata scelta l’attrice afroamericana Halle Bailey. Quando la decisione è stata resa nota, in molti hanno protestato sostenendo che non fosse adatta per ricoprire il ruolo. Una protesta fuori luogo, come fatto notare dalla stessa compagnia. In risposta alle critiche, infatti, l’azienda americana ha fatto presente: “Pensiamo che lo spirito del personaggio sia ciò che realmente importa”.

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