“Il coronavirus non viene dalla Cina”. Per l’esperto è sempre stato tra noi

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:23

coronavirus Il coronavirus potrebbe essere rimasto inattivo in tutto il mondo fino a quando non è emerso in condizioni ambientali favorevoli. 

E’ quanto rivelato dal dottor Tom Jefferson, che lavora presso il Center for Evidence-Based Medicine (CEBM) dell’Università di Oxford.

L’esperto ha parlato di una serie di recenti scoperte della presenza del coronavirus nel mondo prima che emergesse in Cina. Proprio queste evoluzioni rappresenterebbero la prova della sua vera origine come organismo globale, che attendeva solo le condizioni favorevoli per espandersi.

Tracce di Covid-19 sono state trovate in campioni di liquami provenienti da Spagna, Italia e Brasile, precedenti alla sua scoperta in Cina.

In un’intervista con il Daily Telegraph, riportata anche dal Mirror, il dott. Jefferson ha chiesto un’indagine su come e perché il virus sembra prosperare in ambienti come fabbriche alimentari e impianti di confezionamento della carne.

“Questi virus sono sempre presenti, devono solo trovare condizioni favorevoli”

Insieme al professor Carl Heneghan, direttore del CEBM, il dott. Jefferson ritiene che ciò potrebbe consentire di scoprire nuove rotte di trasmissione, ad esempio attraverso il sistema fognario o servizi igienici condivisi.

“Cose strane come questa sono successe con l’influenza spagnola – afferma l’esperto – Nel 1918, circa il 30% della popolazione delle Samoa occidentali morì di influenza spagnola e non avevano avuto alcuna comunicazione con il mondo esterno”.

“La spiegazione – prosegue – potrebbe essere solo che questi agenti non vengono né vanno da nessuna parte. Sono sempre qui e qualcosa li ‘accende’, forse la densità umana o le condizioni ambientali, ed è questo ciò su cui dovremmo concentrarci”.

 

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