Adolescente finisce in ospedale dopo una nuotata con gli amici in una piscina naturale

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:41

Un adolescente britannico è finito in ospedale in stato di incoscienza dopo aver fatto una nuotata con gli amici in una piscina naturale.

Con la stagione estiva entrata nel vivo, tutti sentiamo il bisogno di andare a fare un bagno per rinfrescarci dal caldo. Tale esigenza diventa una necessità per bimbi e adolescenti. Spesso, infatti, i ragazzi si trovano senza occupazione per via della fine della stagione scolastica e insieme agli amici passano il loro tempo a mare. Non in tutte le zone del mondo il mare è facilmente raggiungibile, dunque gli adolescenti devono accontentarsi di un fiume, un lago, ed in alcuni casi di uno specchio d’acqua qualsiasi.

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Questo è esattamente ciò che ha fatto Billy Smith, 14enne del Lancashire (Inghilterra), insieme a due coetanei. L’adolescente ed i suoi amici si sono recati nei pressi di una piscina naturale che si trova accanto ad una cartiera in stile vittoriano abbandonata. I tre ragazzi si sono tuffati in acqua ed hanno fatto una nuotata, ma quando ne sono usciti si sono sentiti subito male.

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Adolescente finisce in ospedale dopo una nuotata in una piscina naturale, i genitori: “Fate attenzione, potrebbe essere tossico”

I ragazzi hanno subito accusato nausea e capogiri. Una volta giunti a casa i sintomi sono peggiorati e si sono aggiunti vomito, diarrea e delle escrescenze piene di pus sulla pelle. Billy, inoltre, ha perso conoscenza e non dava più segni di vita. Portato in ospedale dai genitori, l’adolescente è stato ricoverato per 24 ore e si è ripreso completamente. I medici lo hanno trattenuto finché non è stato in grado di idratarsi da solo.

Dopo questa brutta esperienza i genitori del giovane hanno voluto lanciare un appello agli altri genitori, affinché avvisino del rischio i propri figli: “Potrebbe essere qualsiasi cosa – dice la madre a ‘Metro‘- dai rifiuti animali a quelli chimici, forse non lo sapremo mai. Ho avvisato il dipartimento di pubblica sicurezza e loro hanno inviato dei tecnici per effettuare dei test”. La pioggia infatti potrebbe aver diluito o spazzato via le sostanze dannose, nei migliore dei casi i risultati si avranno nel giro di un paio di giorni.

Successivamente la donna condivide un appello agli altri genitori: “I bambini sono bambini e gli adolescenti sono adolescenti. Se vogliono fare un bagno semplicemente lo fanno. Tuttavia se possiamo informate giovani e genitori sulle possibili conseguenze, potremmo evitare che le persone si ammalino”.

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