“Un metro di distanza potrebbe non bastare nei luoghi chiusi”. Oltre 200 scienziati bacchettano l’Oms

Uno studio di 239 scienziati di tutto il mondo starebbe per far emergere un dato allarmante sul contagio da coronavirus: “Un metro di distanza potrebbe non bastare nei luoghi chiusi”. Ma l’Oms e i virologi raccomandano la calma.

Uno studio in via di pubblicazione sulla rivista ‘Clinical Infectious Diseases’, condotto da oltre 200 esperti di tutto il mondo, rivelerebbe un dato scioccante. Il Covid-19 non si trasmetterebbe soltanto con starnuti, colpi di tosse e contatti molto ravvicinati, ma anche semplicemente respirando l’aria in un luogo chiuso dove ha sostato o è presente una persona infetta.

Fino a questo momento l’Oms ha sempre ribadito che il contagio si trasmette solo con il cosiddetto droplet, cioè con le goccioline emesse quando si parla, si tossisce o emette uno starnuto. Ma 239 scienziati ora chiedono all’Oms di rivedere le sue posizioni e di dare peso alla loro ricerca.

Uno studio di 239 scienziati di tutto il mondo sul coronavirus: “Un metro di distanza potrebbe non bastare nei luoghi chiusi”

Secondo i 239 scienziati: “Esiste un potenziale ma significativo rischio di inalare il virus contenuto nelle microscopiche goccioline respiratorie, che si propagherebbero a breve e media distanza, fino a diversi metri”. Gli scienziati, inoltre, consigliano di ventilare meglio luoghi di lavoro, scuole, ospedali e case di riposo.

Intanto, il virologo dell’Università di Milano, Fabrizio Pregliasco, raccomanda la calma: “Che la trasmissione possa avvenire anche con micro-goccioline di aerosol è ancora da dimostrare. Abbiamo visto che questo è stato possibile nelle terapie intensive, ma li la concentrazione del virus era elevata”.

Anche il consigliere del ministro Speranza, Walter Ricciardi, non trae conclusioni affrettate e consiglia i soliti comportamenti: “Che il virus si potesse trasmettere anche con il vapore acqueo generato dalla respirazione lo sapevamo già. La strategia non cambia: al chiuso mantenere il distanziamento, lavare le mani, indossare la mascherina e dove possibile far entrare il sole, che è il più potente disinfettante in natura”.