Coronavirus: 17enne sopravvissuta al cancro muore dopo essere stata portata dalla madre ad una festa di liberazione dal lockdown

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:20

L’adolescente Carsyn Davis, 17 anni, era sopravvissuta ad un cancro, ma non ce l’ha fatta a sconfiggere il coronavirus. Sua madre l’aveva portata in una festa in Chiesa dove nessuno dei 100 ospiti aveva indossato mascherina

Carsyn Davis, un’adolescente di 17 anni originaria della Florida, è deceduta a Miami il mese scorso dopo aver contratto il coronavirus. Sua madre, Carole Brunton Davis, dovrà ora affrontare una condanna per aver condotto la giovane figlia ad una celebrazione dove si era specificato che non sarebbero state rispettate le norme anti covid-19.

La denuncia contro quel “coronavirus party”

La festa, denominata su facebook “Festa di liberazione” organizzata dall’ente “First Youth Church”, era in sostanza presenziata da tantissime persone che non avevano intenzionalmente indossato dispositivi di protezione individuale. A denunciare questa scelta incosciente è stata Rebekah Jones, una data scientist, ovvero un’esperta di analisi dei dati, che ha segnalato sul suo sito web dedicato alle vittime di coronavirus in Florida la presenza di questa festa, definita dalla donna un “coronavirus party”, nel quale Carole Davis avrebbe condotto intenzionalmente sua figlia, consapevole dei rischi a cui sarebbe potuta andare incontro esponendo la ragazza immunodepressa in un ambiente ad alto rischio sanitario.

L’appello della madre dopo aver sottovalutato i rischi del coronavirus

Secondo quanto riportato dal Washington Post, Brunton Davis deve ancora rispondere delle accuse a suo carico. Tuttavia Brunton, dopo aver perso la sua giovane figlia, ha compreso finalmente i rischi altissimi derivanti dal coronavirus, decidendo di dedicare un tributo emotivo a sua figlia aprendo una raccolta fondi su GoFundMe: “Anche attraverso i danni che ha subito a causa del Covid, lottando per respirare, non ha mai versato una lacrima, né si è lamentata o ha manifestato paura”.

Le avevano somministrato preventivamente il farmaco suggerito da Trump e rifiutati di attaccarla ad un ventilatore 

Dopo averle somministrato l’azitromicina antibiotica come trattamento preventivo, i genitori di Carsyn decisero di somministrarle anche idrossiclorochina, il farmaco antimalarico che sia Trump che Bolsonaro hanno suggerito come potenziale trattamento anti-covid. Tuttavia, oltre a non esserci prove scientifiche sull’efficacia del farmaco, esso potrebbe essere potenzialmente mortale se somministrato a pazienti già affetti da coronavirus. Una volta che Carsyn è stata condotta d’urgenza presso l’unità specialistica di terapia intensiva pediatrica, i genitori della ragazza si sono inizialmente rifiutati di attaccarla ad un ventilatore. Purtroppo Carsyn, dopo un tentativo di cura con il plasma andato in fumo, non ce l’ha fatta a sopravvivere, ed è deceduta il 23 giugno, due giorni dopo aver compiuto il suo diciassettesimo anno di età.

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