Camera di tortura insonorizzata scovata dalla polizia dopo la decriptazione di Encrochat

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:18

Grazie all’hacking di Encrochat, il network utilizzato per nascondere le attività criminali, la polizia ha trovato una camera di tortura nei Paesi Bassi.

Continuano ad emergere dettagli sulle varie attività criminali che venivano portate avanti in Europa dagli utilizzatori di Encrochat, un network che permetteva agli utilizzatori di non essere intercettati dalla polizia. Sì pensa che fossero circa 40.000 le persone che avevano accesso al network di protezione criminale, 10.000 delle quali vivono in Inghilterra, nazione nella quale si pensa sia stato creato il server.

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Gli agenti della NCA sono venuti a conoscenza dell’esistenza della chat criptata nel 2016, ma i tentativi di entrarvi a lungo non sono andati a buon fine. Nel 2017 gli agenti britannici hanno intrecciato una collaborazione con la polizia francese e all’inizio di quest’anno con quella olandese. EncroChat era stata creata per essere totalmente sicura, i suoi utilizzatori avevano a disposizione anche un “pulsante di reset“, dal quale azzerare qualsiasi dato una volta perso il proprio dispositivo.

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Camera di tortura insonorizzata trovata nei Paesi Bassi

La polizia è riuscita ad inserire un malware che ha disabilitato il pulsante di reset e che ha aperto uno spiraglio all’interno del network. Poco prima che la polizia riuscisse ad entrare in possesso di informazioni sensibili, tutti gli utilizzatori di EncroChat sono stati avvisati che non era più possibile limitare il malware e dunque il server non era più sicuro. Li si invitava inoltre a distruggere i propri dispositivi per non fornire accesso alle informazioni.

Per fortuna non tutti sono arrivati in tempo a distruggere il materiale sensibile e la polizia ha potuto mettere le mani su diverse informazioni riguardanti traffici illeciti. Tra le tante scoperte c’è anche quella di una camera di tortura situata nei pressi di Wouse Plantage, paesino al confine tra l’Olanda ed il Belgio. La stanza era stata costruita all’interno di un container ed era stata completamente insonorizzata. Al suo interno c’era una sedia da dentista con delle fasce probabilmente utilizzate per immobilizzare le persone. Accanto alla sedia una serie di strumenti di tortura. Gli agenti sono convinti che i criminali utilizzassero la camera per far parlare o intimidire le vittime.

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