Dopo 11 anni di agonia muore Irina, la 157esima vittima dell’incendio al night club “Lame Horse”

Dopo 11 anni di lunga agonia è morta Irina Pekarskaya, la centocinquantasettesima vittima di quel terribile incendio che devastò un night club in Russia 

Dopo lunghi 11 anni di lotte ed agonia non ce l’ha fatta più Irina Pekarskaya, la 33enne che rimase intrappolata in quel terribile incendio divampato al Lame Horse il 5 dicembre 2009. 

 

La donna aveva riportato gravissimi danni che le hanno procurato 11 anni di agonia

Irina lascia due figli dopo aver lottato per anni per mantenersi in vita nonostante le gravissime ferite riportate in quella tragica notte. La donna aveva subito un ustione che le aveva compromesso ben il 60% dei suoi polmoni, oltre ad un danno celebrale molto grave e la frattura della mascella. La Pekarskaya a seguito dell’incidente rimase paralizzata ed incapace di parlare. 

Quell’ incendio terribile che tolse la vita a centinaia di persone

L’incendio avvenne il 5 dicembre 2009 attorno all’ 01:00 dell’ora locale nella discoteca “Lame Horse” in Russia. La causa dell’incendio furono alcune scintille delle luci pirotecniche che infiammarono il soffitto e la relativa copertura in legno, motivo per cui l’incendio divampò molto velocemente. Con Irina sono 157 le vittime di quella terribile notte. Molti decessi furono causati anche dall‘affollamento verso le vie di fuga, movimento che causò lo schiacciamento di tantissime persone. Il proprietario del club Anatoly Zak, l’ispettore regionale per la sicurezza antincendio e il capo dell’azienda responsabile degli spettacoli pirotecnici del club furono tutti condannati. 

Il compagno di Irina, Sergey Kolpakov, allora 49enne, era uscito per fumare una sigaretta che si rivelò provvidenziale, riuscendo a sopravvivere alla catastrofe. Ma l’uomo dopo quella tragedia non si è dato per vinto, attivandosi per istituire una raccolta fondi per finanziare le cura della sua compagna. La famiglia di Irina, a causa del coronavirus, non ha potuto darle l’ultimo saluto.