Autostrade, Conte contro i Benetton: “Basta benefici”. E’ ufficiale l’ipotesi revoca

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:53

Su uno dei dossier più caldi di questa stagione politica il Premier Conte cambia rotta e si schiera contro la famiglia Benetton : “Il governo non accetterà di sacrificare il bene pubblico. Basta benefici”

Dopo un lungo ed acceso dibattito su uno dei dossier più caldi di questa stagione governativa, il Premier Conte cede alle pressioni del Movimento Cinque Stelle, decidendo di schierarsi a favore dell’ipotesi di revoca delle concessioni autostradali fornite alla famiglia Benetton. La ferma risposta giunge dopo 24 ore di forti pressioni ricevute dal Movimento, fornendo ai Benetton un’unica uscita di sicurezza: cedere le quote in Aspi (Autostrade per l’Italia) con un modus operandi non punitivo o penalizzante dal punto di vista finanziario, che non vada dunque a configurarsi come un esproprio. In alternativa, la revoca.

Sì da Conte alla revoca della concessione autostradale ai Benetton

«I Benetton non hanno ancora capito che questo governo non accetterà di sacrificare il bene pubblico sull’altare dei loro interessi privati» ha dichiarato Conte ai giornalisti de La Stampa e de Il Fatto Quotidiano. Secondo il Premier la ricca famiglia che ha avuto fino ad oggi in mano la gestione di Autostrade per l’Italia ha beneficiato in modo irragionevole di troppi benefici e vantaggi che, a detta sua, è ora di far terminare. Conte è quindi determinato a portare la questione all’attenzione del Consiglio dei Ministri, sottolineando al fatto quotidiano che “i Benetton non prendono in giro il presidente del Consiglio, ma i famigliari delle vittime del ponte Morandi e tutti gli italiani“.

Domani martedì 14 luglio la partita in gioco arriverà alle sue battute finali, con un Consiglio dei ministri che dovrà esprimersi sulla concessione autostradale. La presa di posizione del premier e di tutto il Movimento non è certo un mistero, ma resta da capire quali siano le ipotesi alternative e come voterà una maggioranza Dem fortemente contraria a tale ipotesi. 

Al di là del muro alzato da Conte sul tema rimane l’altra parte della maggioranza, con il PD ed Italia Viva, che tentanto in ogni modo di far cambiare idea al proprio alleato di governo. L’idea dei Dem, ma anche la speranza, è che la netta presa di posizione di Conte non sia frutto di una volontà di non negoziare, ma una mossa studiata ad hoc per ottenere più di quanto è stato offerto fino ad oggi, ovvero un importante ridimensionamento delle quote Benetton in Aspi: dall’ 88% al 40%. Ma Conte continua a scuotere la testa anche dinanzi all’ipotesi avanzata da Atlanta dell’abbassamento del 5% dei pedaggi autostradali: proposte che il Premier continua a vedere come un’offesa, dicendosi “preso in giro”: “La verità è che le varie proposte transattive fatte pervenire da Aspi non sono soddisfacenti”, ha dichiarato.

Nel brusio continuo di pareri contrari e favorevoli alla revoca della concessione ai Benetton, per Matteo Renzi l’unica strada maestra è quella del Cdp, Cassa Depositi e Prestiti: “Se proprio lo Stato vuole tornare nella proprietà, l’unica possibilità è una operazione su Atlantia con un aumento di capitale e l’intervento di Cdp. Operazione trasparente, società quotata, progetto industriale globale. Non ci sono alternative serie e credibili. Il populismo urla slogan, la politica propone soluzioni” ha scritto Renzi su Facebook.

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