Aumenta la paura della morte nera: 15enne muore a causa della peste bubbonica

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:06

La morte di un 15enne a causa della peste bubbonica ha innalzato lo stato d’allarme per una possibile epidemia di morte nera in Mongolia.

In tutto il mondo si guarda ancora con molta attenzione agli sviluppi della pandemia di Coronavirus. L’infezione non si è ancora esaurita ed anzi a livello globale sta continuando a diffondersi e causare morti. Ci sono tuttavia Paesi che sono costretti a guardarsi da una malattia che in occidente sembra ormai uno spettro del passato ma che in alcune parti del mondo è ancora un pericolo molto consistente: la peste bubbonica.

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In alcune zone della Cina e della Russia, infatti, ci sono ancora casi di infezione da morte nera e ciclicamente il Ministero della Salute si deve occupare di controllare le zone che ne diventano focolaio per evitare che si diffonda nel resto del Paese. Ad inizio luglio i primi casi di peste bubbonica sono stati riscontrati nella provincia di Khovn: si trattava di due fratelli, la cui positività alla malattia batterica ha convinto il governo ad istituire una quarantena.

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Paura peste bubbonica in Mongolia: la morte nera uccide un 15enne

La paura che in Mongolia possa diffondersi la morte nera si è acuita quando è stato trovato un altro caso sospetto nella provincia di Govi-Altai. Un quindicenne insieme ad alcuni amici ha consumato della carne di marmotta ed ha cominciato a presentare i sintomi tipici della piaga millenaria. Il giovane è stato sottoposto ai test per verificare il contagio, nel frattempo la comunità in cui vive è stata chiusa in quarantena per evitare una possibile diffusione della peste.

Purtroppo il test effettuato sul giovane ha confermato che aveva contratto la malattia e, nonostante sia stato curato con degli antibiotici, dopo qualche giorno è deceduto. Un portavoce del Ministero della Salute ha allertato la popolazione del rischio di diffusione ed ha invitato tutti a non consumare la carne delle marmotte ed in generale quella di selvaggina. Lo stesso ha poi sottolineato: “La peste è una malattia ad alto rischio. Si tratta di una malattia molto più mortale del coronavirus”.

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