Autista di bus fa finire il suo mezzo nelle acque di un lago in Cina, morto lui e 21 studenti: all’origine del gesto una vendetta

ULTIMO AGGIORNAMENTO 21:09

Il Governo aveva avviato le operazioni di demolizione della sua abitazione e lui, per vendetta, ha guidato l’autobus su cui viaggiavano 21 studenti fino a farlo finire in un lago. Sono morti tutti

La sua abitazione era finita nella lista delle abitazioni che il Governo cinese aveva intenzione di abbattere per far spazio a qualcosa di più moderno. Pare, però, che in cambio della casa da demolire le autorità non gli abbiano assegnato un immobile in cui andare a vivere: sarebbe questo il motivo che avrebbe scatenato la follia omicida di un conducente di autobus, responsabile della morte di 21 studenti finiti in fondo a un lago insieme all’autobus guidato proprio dall’uomo. Anche il conducente, autore di quella che è stata definita una “vendetta sociale”, è deceduto a causa di questo terribile gesto. Vediamo cosa sarebbe successo ripercorrendo la ricostruzione del Corriere della Sera.

Conducente di autobus uccide se stesso e 21 studenti, l’uomo protestava da tempo per vedersi assegnato un alloggio

Lo scorso martedì 7 luglio 2020 dalla Cina è giunta una bruttissima notizia di cronaca: 22 persone, che si trovavano tutte a bordo di un autobus, sono finite in fondo a un lago perdendo tragicamente la vita. Una i queste persone era il conducente, mentre i restanti 21 erano tutti studenti che avevano appena sostenuto il loro esame di maturità.

Le autorità di Polizia hanno impiegato poco a scoprire che, in realtà, non si è trattato di un incidente ma di un atto deliberato: un omicidio-suicidio messo in atto dall’uomo che si trovava alla guida del bus. Il motivo? Il Governo aveva intenzione di demolire la casa in cui viveva Zhang (questo il cognome dell’autista), che era stato risarcito con un corrispettivo in denaro evidentemente non adeguato a ripagare il disagio subito. Cosa voleva Zhang? L’assegnazione– che al momento del volo nel lago non aveva avuto luogo-  di un nuovo alloggio.

Quindi, l’uomo si era visto versare una somma di 72mila  yuan (pari a circa 10mila euro) ma di fatto era rimasto senza un tetto sulla teta. Dopo mesi di proteste, il 52enne ha deciso di protestare uccidendo delle persone e anche se stesso.

Conducente di autobus uccide se stesso e 21 studenti, i movimenti dell’uomo ricostruiti per filo e per segno

Gli eventi sono chiari e parlano di decisioni che sottintendono un preciso scopo. E, infatti, Zhang non avrebbe dovuto essere di turno martedì scorso. È con l’invio d un messaggio che l’uomo ha chiesto a un collega il cambio di turno. Alle 11:39 Zhang ha poi inviato un altro messaggio, stavolta indirizzato alla compagna e con la quale voleva avvisarla della demolizione della casa. In questo messaggio Zhang avrebbe scritto che la vita vissuta così non aveva senso e che non sopportava che il suo caso fosse stato ignorato. Pare che, in precedenza, l’uomo avesse acquistato una bottiglia di baijiu (grappa di sorgo), forse per darsi coraggio e per riuscire a perseverare nei suoi propositi.

Alle ore 12:12 era tutto finito. Poco prima erano saliti a bordo 36 passeggeri e Zhang, nei pressi di un lago artificiale, aveva deciso di uscire di strada e di concludere la corsa in acqua. L’autopsia ha rivelato che il 52enne guidava in stato di ebbrezza. Gli ultimi movimenti dell’uomo sono stati ricostruiti con precisione e questo consente di catalogare il caso come “baofu shehu”: “vendetta sulla società”. IN Cina si sono registrati tanti di questi casi. Il folle di turno è sempre qualcuno che prende di mira altre persone per regolare i suoi conti in sospeso con le autorità. Ma, come sottolinea il Corriere della Sera, per la Cina si tratta di fenomeni marginali che vengono liquidati sui giornali con trafiletti lunghi poche righe.

Maria Mento

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