Port Royal, la leggenda della città più ricca e malfamata del mondo: un viaggio nel mondo dei pirati del XVII secolo

ULTIMO AGGIORNAMENTO 20:17

Andiamo in Giamaica, e più precisamente nella città di Port Royal che nel XVII secolo si conquistò la fama di città più ricca  e malfamata al mondo. Pirati, fiumi di denaro e sesso la resero così chiacchierata

Oggi facciamo un viaggio nella storia e ci trasferiamo nel mondo dei pirati che tanta presa ha avuto, soprattutto sui giovanissimi, grazie alle avventure cinematografiche di Capitain Jack Sparrow. Port Royal, XVII secolo: principale centro di commercio marinaro della Giamaica, all’apice della sua ricchezza, questa  la città che si meritò proprio in quel periodo la nomea di città più ricca e malfamata del mondo. Teatro di lotte tra i bucanieri locali e i naviganti francesi e spagnoli, che gli inglesi cercarono di contrastare in ogni maniera possibile, qui si viveva ostentando lussi sfrenati e costumi ritenuti dissoluti. Fino a quando, nel 1692, un catastrofico terremoto seguito da un altrettanto devastante tsunami non misero fine alla sua mitica opulenza.

Port Royal, il mito della città più malfamata dei Caraibi (e del mondo) nel XVII secolo

Sorta su una spiaggia che consente l’accesso alla baia di Kingston, la leggendaria città giamaicana di Port Royal oggi non esiste più. Esistono le sue rovine, per la maggior parte inghiottite dal Mare dei Caraibi. La città, che nei secoli ha alimentato la fantasia di scrittori, sceneggiatori e registi che hanno deciso di raccontare la pirateria in forma più o meno romanzata, venne distrutta da tragici eventi naturali quando si trovava all’apice della sua fama.

A metà del XVII Port Royal era possesso inglese ed era il luogo ideale per le attività dei pirati, vista la sua posizione geografica ideale per tale scopo: la baia offriva riparo alle navi e inoltre da qui si potevano prendere le rotte per la Spagna e per Panama. Proprio in questo secolo la città arrivò all’apice della sua fama, per i fiumi di alcool che scorrevano per le sue strade (si parla dell’esistenza di un’osteria ogni 10 abitanti), e quando Henry Morgan ne divenne il governatore fu il commercio degli schiavi a diventare una delle attività principali del centro. Insomma, una specie di Sodoma e Gomorra in salsa caraibica.

A tal proposito, scriveva lo storico Charles Leslie: 

Il vino e le donne esaurirono la loro ricchezza a tal punto che alcuni di loro si ridussero a fare gli accattoni. Erano famosi per spendere 2 o 3.000 pezzi di otto in una notte e uno ne ha versati 500 solo per vedere una donna nuda“.

Ma tutto questo finì in maniera drammatica e repentina a causa di alcuni eventi catastrofici che si abbatterono su Port Royal, distruggendola.

Port Royal: la distruzione tra terremoti, maremoti, incendi e uragani. Per molti una punizione divina

Lo sperone sabbioso (il nome tecnico è tombolo) su cui sorgeva la città finì sotto l’acqua il 7 giugno 1692 a causa di un forte terremoto a cui seguì uno tsunami che si riverso’ sulla costa in tre diverse riprese. Si calcola che quest’evento possa avere ucciso circa 5mila persone: 1000-3000 perirono per terremoto e maremoto, mentre altre 2000 nei mesi successivi a causa di malattie mortali che si diffusero dopo la devastazione del sito.

Tanto era malfamata Port Royal che nell’immaginario collettivo si diffuse la credenza di una punizione divina che si era abbattuta sulla città per punire le abitudini di vita scellerate dei suoi abitanti. Si tento’ la ricostruzione ma un incendio, nel 1703, e successivi uragani fecero sì che questo progetto rimanesse incompiuto. Le rovine di Port Royal sono state ben individuate dagli studiosi e dagli archeologi che le hanno cercate.

Maria Mento

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