Coronavirus, Zangrillo a #Cartabianca risponde a Bucci e ribadisce che il virus potrebbe non tornare

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:39

Zangrillo e Scanzi a Carta Bianca

Ieri sera – più o meno mentre al senato si parlava del nuovo dpcm al senato – il primario di Anestesia del San Raffaele di Milano Alberto Zangrillo è stato ospite di Bianca Berlinguer a #Cartabianca.

E il dottore, che ha lavorato in prima linea contro l’epidemia in Lombardia, ha ribadito la sua posizione di sostanziale ottimismo espresse ormai da qualche mese – rispondendo frattanto alle accuse di Bucci: “Le mie determinazioni derivano da osservazioni fatte da un clinico che lavora in trincea. Bucci è un biologo che di mestiere confuta la ricerca degli altri, ma la sua è una ricerca assolutamente irrilevante rispetto alla mia. Il fatto importante è però questo: quando parla Zangrillo, non parla l’intensivista che lavora in terapia intensiva, ma parla a nome di una moltitudine di medici che dagli ambiti multidisciplinari di tutti gli ospedali italiani la pensano esattamente come lui”.

Bucci (come ricordato da Scanzi durante il programma della Berlinguer) aveva dichiarato circa le ottimistiche affermazioni di Zangrillo (che abbiamo spesso riportato – come per esempio nell’articolo di fine maggio Zangrillo controcorrente sul Coronavirus: “Dal punto di vista clinico non esiste più”): “Il professor Enrico Bucci della Temple University di Philadelphia ha affermato che quando Zangrillo parla, i libri prendono fuoco da soli”.

Zangrillo

Coronavirus, Zangrillo invita alla prudenza ma non è certo di una “seconda ondata”

Zangrillo ha quindi proseguito sttolineando come sia “giusto e responsabile dire agli italiani di avere prudenza, di non abbassare la guardia, ma anche di essere ottimisti. La crisi economica ha aumentato le disuguaglianze: è nostro dovere, dunque, sulla base di ciò che abbiamo visto e conosciamo, dire la verità”.

E circa una seconda ondata, Zangrillo è tutt’altro che certo che è destinata a giungere: “Perché il Covid-19 dovrebbe comportarsi come un virus influenzale e non come i suoi ‘cuginetti’ coronavirus che sono scomparsi? Tuttavia, se dovesse ripresentarsi, dovremo farci trovare pronti a controllare i nuovi focolai”.

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