Neonato muore di tubercolosi: il padre era infetto dal 2018 ma non lo sapeva

Un neonato di appena 5 settimane è deceduto a causa della tubercolosi che gli ha trasmesso il padre, infetto dal 2018 senza saperlo.

Il dramma di Luchii Gravilescu, neonato di 5 settimane morto di tubercolosi, è reso maggiormente grave dal fatto che la malattia poteva essere riscontrata molto prima. Secondo quanto raccontato dal Mirror, la madre del piccolo, Laura Cooke, aveva compreso immediatamente che il figlio stava male e lo aveva portato in ospedale per farlo visitare, ma per ben due volte è stata rimandata a casa. Laura è tornata in ospedale una terza volta ed in questo caso il piccolo stava talmente male che è stato ricoverato.

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Qualche tempo dopo il ricovero un consulente le ha detto che il piccolo Luchii non sarebbe sopravvissuto. Infatti il neonato è morto poco dopo il ricovero. Dall’analisi del corpo post mortem è risultato che il bambino aveva contratto la tubercolosi. Questa scoperta è stata successivamente legata ad una seconda, ovvero che il piccolo l’aveva contratta dal padre, Vlado Gravilescu, il quale era affetto da TBA dal 2018, ma non gli era stata diagnosticata in tempo.

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Neonato morto di Tubercolosi: la grave svista dei medici

Vlado aveva accusato nel 2018 una grave forma di tosse convulsa. La radiografia toracica aveva evidenziato del danni polmonari compatibili con la tubercolosi, ma i medici non l’avevano diagnosticata. L’uomo ha accusato un peggioramento delle condizioni nel gennaio del 2019: aveva una tosse persistente ed aveva perso molto peso. Questo notevole ritardo nella diagnosi ha portato a delle conseguenze letali per il piccolo Luchii (morto nel dicembre del 2019). Vlado infatti ha contagiato anche la moglie incinta, i due figli, i parenti ed alcuni amici. Proprio la moglie ha poi trasmesso la malattia polmonare al piccolo appena nato. Adesso i medici ammettono che se la diagnosi fosse stata fatta in tempo non ci sarebbero state queste tragiche conseguenze.