Schiamazzi e musica alta ai domiciliari: continuano i guai per Pietro Genovese, il figlio del regista Paolo

Continuano i guai per Pietro Genovese, il figlio del regista Paolo, accusato di duplice omicidio stradale. Il ragazzo è ai domiciliari e dalla sua casa sono stati registrati urla, schiamazzi e musica alta. Il 13 luglio, intanto, è iniziato il processo a suo carico per l’omicidio di Gaia e Camilla.

Altri guai per Pietro Genovese, il figlio 21enne del regista Paolo Genovese. Il ragazzo è ai domiciliari dal 26 dicembre scorso, accusato di omicidio stradale ai danni delle sedicenni Gaia e Camilla il 22 dicembre del 2019, in Corso Francia a Roma.

Nella notte di ieri ha ricevuto la visita dei carabinieri, in seguito ad alcune segnalazioni dei vicini di casa. Infatti, dalla sua casa provenivano forti schiamazzi e musica a tutto volume. Il ragazzo si trovava in compagnia di amici. Resta da dire che Genovese può ricevere persone a casa, su disposizione del giudice, già dal 17 gennaio. Ciò, quindi, non è un’infrazione alla legge.

Schiamazzi notturni e musica alta con gli amici: gli “strani” domiciliari di Pietro Genovese

Urla e schiamazzi ai domiciliari per Pietro Genovese

I carabinieri si sono palesati a casa del ragazzo e hanno identificato gli amici che erano con lui. Essi hanno realmente accertato la presenza di schiamazzi e musica alta, riportando il tutto in una relazione di servizio. Il gip non ha disposto alcuna ulteriore restrizione a Pietro Genovese.

Il 13 luglio è iniziato il processo con rito abbreviato che lo vede accusato di duplice omicidio stradale. Il ragazzo è accusato di guida oltre i limiti di velocità e di essere risultato positivo all’alcol test e al test antidroga.