Traffico di esseri umani camuffato con la vendita di armadi: la teoria cospirazionista è una bufala

Sul web si è diffusa la fake news riguardante un presunto traffico di esseri umani camuffato da vendita di armadi: a smentire è una delle presunte vittime.

Attraverso le maglie sempre più fitte del web si è diffusa una teoria cospirazionista che ha coinvolto gli affari della compagnia di mobilio Wayfair. La teoria in questione era basata esclusivamente su due elementi: l’elevato costo degli armadi proposti sul sito e la casuale coincidenza tra i nomi scelti per i prodotti e alcune ragazze scomparse negli Usa. Sebbene le basi per provare la teoria fossero solo queste e non ci fossero prove a supporto della tesi, la fake news del presunto traffico di esseri umani si è diffusa in tutto il nord America.

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Come detto i sostenitori del presunto traffico umano portavano come prova il fatto che gli armadi venduti dalla compagnia avessero un prezzo decisamente molto alto rispetto a tutti gli altri che si trovano sul mercato. Inoltre ogni armadio aveva il nome di una ragazza e alcuni di essi corrispondevano con quelli di ragazze scomparse negli Usa. La logica conclusione per i cospirazionisti era che in realtà la Wayfair non vendesse gli armadi ma le ragazze.

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La bufala del traffico di esseri umani venduti con gli armadi

La compagnia si è vista costretta a smentire le accuse, spiegando che l’alto costo degli armadi è giustificato dalle dimensioni degli stessi. Inoltre ha spiegato che la scelta dei nomi è affidata ad un algoritmo attraverso il quale vengono scelti quelli che hanno un maggiore appeal sul mercato. Alle smentite della compagnia si sono aggiunte anche quelle di una delle vittime. Nonostante l’inconsistenza delle accuse la compagnia di è vista costretta a ritirare i prodotti dal mercato. Adesso si stanno scegliendo altri nomi in vista di un loro rilancio.

Come spiegato in un articolo della ‘BBC‘ a riguardo, infatti, non tutte le persone collegate al presunto traffico sono ancora scomparse. Alcune di queste hanno fatto ritorno a casa, stanno bene e non erano state rapite. Dopo la diffusione della teoria cospirazionista una delle persone che precedentemente risultava scomparsa è stata intervistata a riguardo ed ha smentito nettamente la tesi. L’omonimia degli armadi con le persone scomparse, dunque, era solo una casualità, divenuta una ingombrante bufala con il passaparola sul web.