Caso Lombardia Film Commission: Luca Sostegni mette nei guai il partito di Matteo Salvini?

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:50

Luca Sostegni

Indagato nell’ambito dell’inchiesta Lombardia Film Commission e fermato mentre stava fuggendo in Brasile, Luca Sostegni potrebbe mettere seriamente nei guai il partito di Matteo Salvini (anche se Salvini, dal canto suo ha smentito qualsiasi collegamento con Sostegni, minacciando di querelare “chiunque accosti il mio nome a gente mai vista né conosciuta“).

In una intercettazione telefonica riportata da ‘La Stampa’ Sostegni affermava infatti: “Innesco una serie di situazioni che io non lo so dove si va a finire perché poi da questa si va alle cantine, dalle cantine si va al capannone, dal capannone si va alla fondazione, dalla fondazione si va alla Fidirev, si va ai versamenti, si va a tutto”.

Sostegni è indagato per sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte, peculato ed estorsione, per avrebbe minacciato Scillieri (di cui parleremo di seguito) e gli ex revisori contabili della Lega Alberto Di Rubba e Andrea Manzoni di rivelare alla stampa i dettagli dell’operazione legata alla compravendita del capannone di Cormano e altre operazioni.

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Il “caso” Lombardia Film Commission

Il “caso” Lombardia Film Commission riguarda la compravendita, ritenuta gonfiata, di un capannone situato a Cormano (fuori Milano) all’Immobiliare Andromeda per 400 mila euro, poi acquistato per una cifra doppia dalla fondazione che ha come scopo “quello di promuovere sul territorio lombardo la realizzazione di film, fiction TV, spot pubblicitari, documentari e di ogni altra forma di produzione audiovisiva per aumentare la visibilità del territorio lombardo”.

Nella compravendita, avvenuta a fine 2017, ha svolto il ruolo di consulente il commercialista Michele Scilleri (strettamente legato al Carroccio, se è vero che presso il suo studio è stato registrato e domiciliato il movimento ‘Lega per Salvini premier’, come scoperto da Il Fatto Quotidiano).

In quel momento, Scilleri era anche l’amministratore della “Futuro partecipazioni”, proprietaria di Andromeda Srl, l’Immobiliare che poco prima aveva acquistato il capannone per la metà dei soldi dalla Paloschi Srl il cui liquidatore era proprio sostegni.

In seguito anche Andromeda finì in liquidazione e il ruolo di liquidatore fu ricoperto sempre da Scilleri e gli 800 mila euro incassati per la vendita del capannone in questione, secondo le accuse, sarebbero andati su conti di imprenditori e soggetti considerati vicini al Carroccio.

(Pezzo originale scritto da R.A. – editato e ripubblicato da R.D.V.)

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