Donna pugnala a morte una 17enne per rubarle il nascituro in grembo: i tabloid parlano di Womb Raiders

L'identikit della polizia di Quintana

Con la solita finezza che contraddistingue i tabloid britannici, parlano della categoria usando un dubbio gioco di parole: le chiamano Womb Riders (predatrici dell’utero, chiaro il doppio senso legato alla saga videoludica Tomb Riders) e si riferiscono a quelle donne che – nono poter avendo un bambino – arrivano a predare donne incinte, uccidendole per poi rubare loro il nascituro.

Daily Star riporta della vicenda avvenuta lo scorso mese a Solidaridad, municipalità dello stato messicano Quintana Roo, che ha come capoluogo la nota località turistica di Playa del Carmen.

In quel di Solidaridad (che, paradosso, significa solidarietà in spagnolo) una donna è stata arrestata per aver massacrato un’adolescente incinta per poi potersi appropriare del nascituro nel suo grembo.

Secondo quanto riportato, la donna avrebbe usato una pietra per colpire la ragazza in testa prima di pugnalarla a morte e inciderla al fine di rubarle il piccolo in grembo.

La donna ha quindi portato il prematuro in ospedale sostenendo che il bambino fosse suo.

Ovviamente gli operatori sanitari hanno dubitato della versione della donna, allertando la polizia di Playa del Carmen che ha scoperto i resti bruciati della ragazza di 17 anni – che era incinta di sette mesi al momento dell’agguato – all’interno di una borsa.

Il Daily Star ha quindi riportato altre quattro vicende analoghe accadute negli ultimi anni tra Messico e Stati Uniti.

Noi ci limiteremo a riportare la vicenda di più stretta attualità, linkandovi il pezzo originale qualora ne vogliate sapere di più.