Ragazzino di colore gallese affogato per uno “scherzo sciocco”: niente processo per il colpevole

Christopher Kapessa affogato per uno scherzo

Un giovane studente di colore è morto affogato in un fiume dove era stato spinto per uno “scherzo sciocco”.

Christopher Kapessa era uscito con un gruppo di amici con cui si è recato presso il fiume Cynon, vicino a Mountain Ash, nella parte meridionale del Galles. Ma da quel giro con altri ragazzi non è mai tornato: era il mese di luglio 2019.

Adesso, ad un anno di distanza, la polizia ha dichiarato che la morte del ragazzo è stata solo “un tragico incidente“. Il servizio giudiziario del Regno Unito ha annunciato infatti che non saranno presentate accuse contro il ragazzo di 14 anni che ha spinto Christopher in acqua, nonostante ci fossero “prove sufficienti” per un’accusa di omicidio colposo.

A dichiararlo Jenny Hopkins, dell’unità per i ricorsi e revisioni della CPS: “Sebbene esistessero prove a sostegno di un procedimento giudiziario per omicidio colposo, non era nell’interesse pubblico proseguire”. Affermano che pur riconoscendo che il ragazzo sia morto per le conseguenze di uno “scherzo sciocco”, non fosse nelle intenzioni dell’omicida causare la morte dell’amico.

L’opposizione della famiglia

Ma la famiglia ha deciso di battersi affinchè il caso venga riaperto. Secondo loro il CPS ha valutato la “vita di un bambino nero più economica di quella dell’interesse pubblico offerto al sospettato”.  Il Daily Star riporta le parole della madre della vittima, Alina Joseph, secondo cui la decisione di non perseguire la morte del figlio “va contro tutti i principi di uguaglianza e giustizia contro cui gli attivisti hanno combattuto per molti anni”.

Leggi anche => Auto della polizia si lancia contro i manifestanti di Black Lives Matter: almeno 12 feriti

Leggi anche => Milano, universitario muore affogato nel tombino: voleva recuperare le chiavi dell’auto