Aggrediscono un uomo e lo gettano nei Navigli, episodio di razzismo a Milano: vittima un venditore di rose

polizia scientifica

Un uomo di origini bengalesi, che cerca di guadagnarsi da vivere vendendo rose a Milano, è stato aggredito e gettato nelle acque dei Navigli da due giovani

Un uomo di 55 anni, originario del Bangladesh e da otto anni in Italia, poco più di una settimana è stato vittima di una brutta aggressione perpetrata da due giovani che lo avrebbero preso di mira senza motivo alcuno. Lo hanno picchiato e poi lo hanno gettato nelle acque dei Navigli. Una turpe vicenda di razzismo che, come riporta The Globalist, potrebbe essere connessa a un focolaio di contagi da Covid-19 scoppiato nella comunità bengalese ma attualmente ben tenuto sotto controllo.

L’uomo si guadagnava da vivere vendendo rose in quel di Milano, attività che gli fruttava circa una ventina di euro al giorno. Scriviamo utilizzando i verbi al passato in quanto, come scritto sui social da Leonardo Cecchi, da quel giorno Sahabuddin (questo il suo nome) non lavora più perché ha paura.

Venditore di rose aggredito a Milano, la Polizia sta cercando gli autori del violento gesto

Insultato, colpito, preso di peso e lanciato nelle acque della darsena. È successo a un uomo bengalese di 55 anni di nome Sahabuddin, che per fortuna non ha riportato gravi ingiurie a livello fisico ma che adesso ha paura a tornare in strada per lavorare. L’uomo, fino a qualche giorno fa, era un venditore di rose. Poi, nella notte, l’aggressione: due giovani lo hanno puntato ed è stato inutile ogni suo tentativo di fuga.

Alcune persone che si trovavano in zona, ai Navigli, al momento del drammatico episodio si sono spese per aiutare il 55enne, dandogli una mano per uscire dall’acqua. Successivamente, è intervenuto il 118 che lo ha medicato. Per lui, fortunatamente, solo qualche contusione e un gran brutto spavento.

In quanto agli aggressori, approfittando della presenza di numerosa gente i due si sono dati alla fuga. La Polizia sta indagando su questi fatti e sta esaminando le riprese delle telecamere di sorveglianza che si trovano in zona, per tentare di risalire alla loro identità.

Venditore di rose aggredito a Milano, ora il 55enne ha paura e non è tornato a lavorare

Stamane, Leonardo Cecchi (collaboratore di L’Espresso e HuffPost Italia) ha dedicato un post a questa vicenda e lo ha pubblicato sulla sua pagina Facebook. Sahabuddin, racconta Cecchi, ha subito anche la rottura del suo telefono, danneggiato dal bagno fuori programma che chi si è avventato su di lui lo ha costretto a fare. Visti anche gli esigui guadagni, l’uomo non ha potuto dotarsi di un nuovo telefono e non ha potuto avvertire la sua famiglia.

Ed ecco come un’azione così scriteriata può rovinare non unama tante vite, perché oltre al danno fisico e materiale c’è anche il fattore psicologico: la paura che ora il 55enne avverte e che lo frena dal tornare a vendere le rose che aiutano lui e i suoi cari a vivere. Scrive Cecchi in una parte del suo post:

“(…) Tutto questo dovrebbe far riflettere tutti, ma soprattutto i galantuomini che l’hanno aggredito, su una cosa chiamata “conseguenze”. Per farsi due risate (che ridere eh), hanno non solo rischiato di ammazzare un uomo, ma creato, in una persona già “fragile” per mille ragioni, un milione di problemi, che a catena stanno coinvolgendo altre persone, tra cui la famiglia dell’uomo, che oltre ad esser preoccupata rischia ora di non vedere più il becco di un quattrino perché l’uomo ha paura e non opera più in quel lussuoso settore delle rose vendute per strada (…)”.

Maria Mento