Per la Ceccardi inno marxista, per la Meloni “d’omologazione mondialista”: cosa dice davvero Imagine?

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:37

Imagine di John Lennon è tornata al centro del dibattito dei media per le dichiarazioni della Ceccardi e della Meloni, scopriamo cosa dice davvero.

Il dibattito nato sulla canzone ‘Imagine‘ di John Lennon negli ultimi giorni è la dimostrazione di come tutto possa essere travisato o politicizzato in base alla propria visione del mondo. Tutto è cominciato quando la leghista Susanna Ceccardi, candidata per il Carroccio alle prossime elezioni regionali in Toscana, ha dichiarato a ‘In Onda’ le seguenti parole sulla canzone: “Il sindaco del mio Comune invitò a cantare Imagine e non gli inni di Natale. Lo stesso John Lennon disse che era una canzone di ispirazione marxista e le parole lo sono”.

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Il conduttore del programma, questa settimana, ha provato a capire se l’astio nei confronti di quella che è considerata una delle canzoni più belle di tutti i tempi è condiviso anche da Giorgia Meloni. Quando le viene chiesto se pensa anche lei che ‘Imagine’ sia una canzone marxista, la leader di FdI risponde: “Non è una canzone il cui testo mi appassiona… Dice che non ci siano le religioni, che non ci siano le nazioni… cioè è l’inno dell’omologazione mondialista”.

 

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Imagine è una canzone marxista? La traduzione del testo

Possibile interpretare in senso politico la canzone di John Lennon? In un certo senso sì, poiché si tratta di un brano che dà voce a quelle che erano le istanze di una parte della società nell’epoca in cui è stata scritta. Pubblicata nel 1971, Imagine esprime il desiderio di un mondo senza odio, senza differenziazioni sociali ed economiche, senza conflitti basati sulle differenze culturali, un mondo in cui ognuno possa sentirsi libero di essere e fare ciò che gli piace.

Questo sogno ad occhi aperti, questo desiderio di pace e fratellanza non può essere scambiato come un invito a strutturare la società secondo dettami marxisti, né come inno alla cultura mondialista. Imagine è la perfetta espressione di un desiderio comune espresso da una generazione, quella del ’69, che lottava per l’ottenimento dei diritti e della parità sostanziale dell’essere umano.

Ecco il testo per intero tradotto in italiano:

Immaginate che non ci sia alcun paradiso
Se ci provate è facile
Nessun inferno sotto di noi
Sopra di noi solo il cielo
Immaginate tutta le gente
Che vive solo per l’oggi

Immaginate che non ci siano patrie
Non è difficile farlo
Nulla per cui uccidere o morire
Ed anche alcuna religione
Immaginate tutta la gente
Che vive la vita in pace

Si potrebbe dire che io sia un sognatore
Ma io non sono l’unico
Spero che un giorno vi unirete a noi
Ed il mondo sarà come un’unica entità

Immaginate che non ci siano proprietà
Mi domando se si possa
Nessuna necessità di cupidigia o brama
Una fratellanza di uomini
Immaginate tutta le gente
Condividere tutto il mondo

Si potrebbe dire che io sia un sognatore
Ma io non sono l’unico
Spero che un giorno vi unirete a noi
Ed il mondo sarà come un’unica entità.

 

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