Arresto carabinieri di Piacenza, le intercettazioni tra spaccio, torture e orge in pieno lockdown

75 mila le intercettazioni che raccontano l’aberrante vicenda delle attività illecite dei carabinieri di Piacenza. Arrestati per spaccio, tortura ed estorsione grazie all’indagine senza precedenti nell’ambito dell’operazione “Odysseus”. 

Spaccio, torture, orge e champagne: “Hai presente Gomorra? Le scene di Gomorra”

«Ti devo raccontà quello che ho combinato, ho fatto un’associazione a delinquere ragazzi! Che se va bene… ti butto dentro, al livello di guadagno» e ancora «in poche parole abbiamo fatto una piramide: sopra ci siamo io, tu e lui, siamo irraggiungibili»; leggendo queste conversazioni si potrebbe pensare, a prima acchito, che questo sia il copione della serie tv Gomorra: a parlare, invece, è l’appuntato Giuseppe Montella, detto Peppe, al telefono con i suoi colleghi carabinieri della stazione di Piacenza. Una storia kafkiana, «quasi onirica», come l’ha definita il Gip, che sembra ricalcare la trama di un film sulla corruzione delle forze dell’ordine in Sud America. Per comprendere a fondo l’accaduto è necessario mettere in luce alcuni dei passaggi emersi dalle surreali conversazioni intercettate.

Lo spaccio in lockdown e le torture nella caserma

Mentre tutta l’Italia era barricata in casa, il 19 marzo i carabinieri di Piacenza utilizzavano l’autorizzazione a circolare liberamente per spacciare: «tu prendi questo, tanto c’ho messo il timbro. Tu lo compili e là sotto scrivete il nome». Per ottenere la merce da vendere e i contatti da cui acquistarla, i militari ricattavano e pestavano i pusher arrestati illegalmente, senza alcun mandato. In una delle conversazioni, si sente uno dei carabinieri raccontare ad un collega le modalità con cui gestisce le attività di spaccio: «guarda, da oggi in poi, se vuoi vendere la roba vendi questa qua, altrimenti non lavori!» – dice al collega come se si stesse riferendo ad uno dei pusher – «la roba gliela diamo noi! Poi loro, a loro volta, avranno i loro spacciatori quindi è una catena che a noi arriveranno mai»; e poi i pestaggi e le torture, che avvenivano sempre all’interno della caserma. Chi non si sottometteva alle regole o si rifiutava di cedere i guadagni , veniva pestato a sangue: «ragazzi, prendete gli lo scottex che abbiamo nella palestra così si pulisce» dice uno dei carabinieri in una conversazione risalente al 27 marzo, inerente il pestaggio più brutale di tutti, quello di un uomo di origini egiziane  immerso in una pozza di sangue e ammanettato, e ancora «allora tu non hai capito che qua non comandi un ca…, questo è il primo della giornata, siediti là e non rompere i co…, se trovo qualcosa a casa sono mazzate per te», dice uno dei militari mentre colpiva brutalmente un pusher lo scorso 8 aprile. Uno di loro arriva persino a raccontarlo alla sua fidanzata: «mamma mia quante mazzate ha pigliato… Colava il sangue, il sangue gli colava da tutte le parti… Sfasciato da tutte le parti, non parlava… Credimi che ne ha prese, ne ha prese…», quasi con un vago sentore di aver esagerato, dato che in una delle intercettazioni ambientali si sente uno di loro dire «mo’ l’abbiamo ucciso».

«Le scene di gomorra.. e io ci sguazzo in queste cose!»

Un’esaltazione perversa quella che si sente in una delle conversazioni fra i carabinieri, dove uno degli indagati riporta ai colleghi di aver pestato i dipendenti di una concessionaria del trevigiano, dopo averli immobilizzati e dopo aver sfasciato i computer per ottenere un’automobile gratis: «Hai presente Gomorra? Le scene di Gomorra. È stato uguale e io ci sguazzo in queste cose. Tu devi vedere gli schiaffoni che gli ha dato!» e ha continuato «Sono entrato attrezzato (ovvero con la pistola di ordinanza)… Uno si è pisciato addosso, nel senso proprio pisciato addosso… L’ho fracassato… Aveva un Mac e gliel’ho distrutto… E sai cosa ha fatto? Ha messo la targa di prova e ci siamo portati l’auto a Piacenza… Tu devi vedere gli schiaffoni che gli ho dato».

Orge nella caserma con due escort

Un altro dettaglio inquietante emerge dalle 326 pagine dell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Luca Milani per l’operazione denominata “Odysseus“, e riguarda un’orgia che si sarebbe consumata in caserma all’interno dell’ufficio del Comandante Marco Orlando. Nelle intercettazioni a parlare sono Giuseppe Montella e Salvatore Cappellano, i quali fanno riferimento ad un’orgia organizzata con due donne, si presume delle escort, con le quali i rapporti sessuali erano stati concitati al punto tale che tutte le pratiche erano finite sparpagliate per terra. 

Su sette carabinieri della stazione piacentina, sono sei i militari arrestati. Nei loro confronti sono scattate cinque ordinanze cautelari in carcere, mentre una ai domiciliari. Tre di loro sono stati sottoposti all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria e un altro all’obbligo di dimora nella provincia di Piacenza.