Donna trovata morta a Portogruaro, è omicidio: fermato un vicino di casa di 23 anni

ULTIMO AGGIORNAMENTO 20:35

A Portogruaro, in Veneto, il rogo che ha distrutto un’abitazione ha fatto scoprire il corpo di una donna uccisa prima che le fiamme divorassero la casa. Fermato un sospettato

Portogruaro (Venezia). Le fiamme, a quanto pare di origine dolosa, che sono state appiccate in un appartamento dell’Ater di Portogruaro, ieri pomeriggio, hanno permesso di scoprire all’interno il corpo di una donna che non è morta a causa dell’incendio. Si tratta di una 59enne di nome Marcella Boraso il cui corpo presenta una ferita alla testa riconducibile a un potenziale omicidio. Gli inquirenti sospettano che il delitto sia stato commesso da un vicino della donna, un uomo marocchino di 23 anni che la Polizia ha già provveduto a fermare.

Omicidio a Portogruaro, fermato un 23enne: sarebbe responsabile della morte di Marcella Boraso

Intorno alle ore 12:00 di ieri, mercoledì 22 luglio 2020, il fumo proveniente da un appartamento sito in Via Croce Rossa, a Portogruaro (Venezia), ha attirato l’attenzione dei residenti che subito si sono mobilitati per dare l’allarme e chiamare il 115.  La telefonata, come ci spiega il Gazzettino.it, ha permesso ai Pompieri, al personale del Suem e ai Carabinieri di Portogruaro di arrivare sul posto per intervenire. Sul posto sono giunti anche i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Mestre.

I Vigili del fuoco hanno avuto difficoltà a penetrare nell’abitazione, che risultava essere chiusa dall’interno. Quando si è riuscito a entrare in casa, i soccorritori hanno fatto una scoperta tremenda: in bagno c’era la 59enne Marcella Boraso ed era già morta. Non a causa dell’incendio o delle esalazioni.

A quanto pare, la donna sarebbe stata colpita alla testa da qualcuno che poi ha appiccato il fuoco. Quella dell’omicidio è la pista che i militari che si occupano dell’inchiesta stanno seguendo più da vicino, e che ha condotto anche a un potenziale sospettato: si tratta di un giovane uomo di 23 anni di origini marocchine di nome Wail Boulaieb che vive nello stesso complesso. La tesi della caduta e della morte accidentale non è verosimile in quanto ci sono delle tracce di sangue che sono state trovate sul soffitto. Per il 23enne, che avrebbe abusivamente occupato un appartamento, è stato disposto il fermo.

Omicidio a Portogruaro, a tradire il 23 sarebbero state delle intercettazioni

A tradire il 23enne sarebbero state le troppe informazioni sulla sorte toccata alla 59enne di cui l’uomo sarebbe stato in possesso, nonostante l’appartamento risultasse chiuso e quindi inaccessibile. I Carabinieri hanno captato, tramite intercettazione, una conversazione tra lui e il fratello: in quel discorso il 23enne raccontava la sua ricostruzione dei fatti, spiegando che secondo lui Marcella Boraso era scivolata in bagno e aveva battuto la testa. Dettagli che il giovane, se estraneo ai fatti, non avrebbe potuto conoscere.

Ancora: il 23enne pare fosse in possesso delle chiavi di casa dell’appartamento della vittima. I due si conoscevano e circa una ventina di giorni addietro Marcella Boraso era stata sentita dalle Forze dell’Ordine per il furto di un decespugliatore di cui era stato accusato proprio il giovane. In quell’occasione la donna aveva dichiarato che il vicino la picchiava e che quotidianamente pretendeva di avere da lei dei soldi per comprare le sigarette.

Maria Mento

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