La storia della Cattedrale maronita di Aleppo, riaperta dopo 8 anni

Dopo un lungo restauro, avvenuto anche grazie ad architetti e materiali italiani, la cattedrale maronita di Sant’Elia viene restituita ai suoi fedeli 

Sono passati 8 lunghi anni da quando la Cattedrale di Sant’Elia non aveva più visto i suoi fedeli all’interno di essa. Oggi la Chiesa, devastata dalla guerra civile siriana, riprende finalmente vita dopo importanti sforzi per ripararla e renderla il più possibile fedele a com’era prima: “La ricostruzione del tetto di legno, esattamente come quello originale, è stata un’altra sfida. Mancavamo di competenze locali in questo settore, per cui abbiamo chiesto ad architetti italiani di disegnare il progetto del tetto di legno”, ha dichiarato il monsignor Joseph Tobij, arcivescovo maratonita di Aleppo. E’ stata la fondazione pontificia Aiuto alla Chiesa che Soffre (ACS) a fornire i maggiori contributi economici all’impresa grazie a una donazione di 400 mila euro, ma è la solidarietà a farla da padrona in questo nobile progetto che ha coinvolto tante parti.

La storia della Cattedrale maronita di Aleppo

Costruita nel 1873 nel quartiere attualmente denominato Al JdeydehSant’Elia è una chiesa cattolica maronita. Per la prima volta nella storia architettonica di Aleppo il cemento fu utilizzato nella costruzione di un edificio, materiale mai adoperato fino ad allora a fini edilizi. La cattedrale, ripetutamente oggetto di attacchi a partire dal 2012, nel 2013 subì i danni più pesanti, a seguito di alcuni bombardamenti ed attacchi operati da parte di gruppi Jihadisti che stavano conducendo, in quegli anni, una guerra contro la cristianità e tutti i relativi simboli che la rappresentavano. 

Sant’Elia è stata finalmente restituita ai credenti

Per il monsignor Joseph Tobij la ricostruzione della Chiesa, però, è solo un primo passo per ricostruire una cristianità nel Paese oramai totalmente devastata: «Un segno di speranza e di rinascita non solo materiale ma dell’intera comunità, nonostante i numeri dei cristiani qui vadano ancora riducendosi, a causa della povertà, legata alle sanzioni che gravano sulla popolazione inerme». Stando alle fonti della fondazione pontificia, infatti, nella capitale siriana la presenza dei cristiani si è ridotta drasticamente: dai 180 mila ante guerra, scoppiata nel 2001, i cristiani sono passati ad essere solo 30 mila circa. 

Fedeli cristiani nella Chiesa di Sant’Elia durante la messa di Natale

Leggi anche -> La guerra ha portato via storia, tradizione e cultura ad Aleppo

Leggi anche -> Siria: raid aereo su Aleppo, ennesima strage di civili

Leggi anche -> Aleppo, la provincia è stata completamente liberata dall’oppressione dell’ISIS

Leggi anche -> Bombardamento ad Aleppo, solo una inutile strage di innocenti?

Leggi anche -> Strage di bambini ad Aleppo, i ‘ribelli moderati’ li hanno radunati per del cibo e si sono fatti esplodere

Leggi anche -> Aleppo, situazione sempre più disperata. Il parroco: “Siamo l’epicentro di una guerra mondiale”