Gli effetti della crisi da coronavirus sul turismo sbarca sul Washington Post: il caso della Costiera Amalfitana

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Gli effetti economici del coronavirus in Italia rimbalzano fino oltre oceano. A parlarne è addirittura il Washington Post, che racconta di come la Costiera Amalfitana risenta dell’assenza di turisti americani.

“Senza turisti americani, lavoratori in povertà”: il Washington Post racconta la storia di Ninfo Falcone, 43 anni, che per 15 anni ha lavorato nella cucina di un hotel di lusso in costiera.

Camere da 1200 euro a notte con il privilegio di poter ordinare pasti a qualsiasi ora del giorno e della notte. Ma con un numero ridotto di ospiti, anche il personale è stato tagliato e Ninfo è a casa, disoccupato, costretto ad usare i suoi risparmi per tirare avanti costruendo una piccola serra e allevando animali da cortile. “Sono passato dal lavoro in un hotel a 5 stelle a coltivare un pezzo di terra” racconta Falcone.

Secondo il Washington Post, quanto accaduto rappresenta un “doloroso esempio di cosa può accadere quando i confini si restringono, i viaggi internazionali crollano e i turisti provenienti da paesi hot spot – in particolare gli americani – sono congelati”.

La situazione nella zona

Lo scenario è simile lungo tutta la costiera, dove gli ex dipendenti sono costretti ad appoggiarsi alle famiglie o chiedere aiuto ad enti di beneficenza. Il reverendo Francesco Della Monica, della Caritas locale, racconta di non aver mai ricevuto tante richieste di aiuto prima d’ora.

A subire gli effetti della riduzione del turismo, anche la categoria dei tassisti, costretti a prolungare i propri turni per guadagnare solo una parte di quanto ottenevano prima.

Tutto ciò che viveva di turismo ha subito un duro colpo, come il servizio offerto da Vincenzo Parlatore, 39 anni, che aveva investito in una barca. Lo scopo era avviare in proprio l’attività di cui già si occupava: guidare turisti in tour marittimi. Dopo mesi di fermo, ha ripiegato su un posto di assistente di spiaggia per coprire almeno i debiti causati da questo investimento che non è rientrato come previsto.

Il contraccolpo del blocco dei viaggi da posti non sicuri

Come riportato da positano.news, prima del coronavirus i turisti stranieri superavano quelli italiani 6 a 1, la maggior parte di questi provenivano dagli Stati Uniti.

Gli operatori del turismo lamentano come gli aiuti stanziati dal governo siano insufficienti e determinare chi ne ha diritto sia “irregolare e caotico”. Molti non hanno ricevuto nessuno aiuto.  Anche i dipendenti ancora in attività lamentano difficoltà, tra cui la diminuizione dei salari, prevalentemente stagionali. Anche le condizioni sono cambiate: mentre prima si poteva ottenere un contratto per la stagione, ora la somministrazione del lavoro avviene a chiamata giornaliera.

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