Allergica ai Raggi Uv, il dramma di Fatima: “Sono stata privata dell’infanzia”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:40

A causa di una rara condizione genetica che la rende allergica ai Raggi Uv, una donna da oltre 20 anni non può uscire di casa durante il giorno.

Una vita passata senza poter uscire alla luce del giorno è qualcosa che difficilmente possiamo immaginare. Il sole, infatti, è per tutti gli esseri viventi una fonte di vita ed è sinonimo di belle giornate e clima piacevole. Specialmente quando si è bambini, il giorno è una parte fondamentale della vita, poiché solo durante le ore diurne è possibile andare a scuola e incontrarsi con gli altri bambini. Tutte le attività sociali e ludiche sono giustamente riservate per quella parte di giornata.

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Questa piacevole parte della vita è stata preclusa da sempre a Fatima Gazhaoui. I genitori si sono accorti quando aveva appena due anni che la sua pelle si deteriorava quando veniva esposta al sole. Andati dal pediatra per una visita, hanno scoperto che la figlia era affetta da xeroderma pigmentosus. Si tratta di una rara condizione genetica che rende allergici ai raggi Uv. Da quel momento la piccola Fatima non è più potuta uscire alla luce del sole senza una maschera e dei guanti protettivi. All’età di 13 anni ha dovuto rinunciare anche alla scuola, poiché uscire durante il giorno diventava sempre più pericoloso.

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Allergica ai Raggi Uv, il dramma di Fatima: “Sono stata privata dell’infanzia”

Intervistata recentemente, la donna ha raccontato come si svolge la sua vita: “La mia giornata è differente da quella delle altre persone, sto a casa durante il giorno e comincio a vivere la notte”. Fatima successivamente spiega che la malattia da cui è affetta le ha condizionato tutta la vita: “Mi è stata diagnosticata quando avevo 2 anni. Sono stata costretta ad abbandonare gli studi ed ho dovuto studiare da casa, il che mi ha fatto sentire come se mi fosse stata rubata l’infanzia“.

Purtroppo non c’era altra soluzione, visto che la malattia è altamente pericolosa e può portare ad una morte prematura. Inoltre al momento non esiste una vera e propria cura e le persone che ne sono affette hanno una vita media di 40 anni. Per questo oggi Fatima fa da testimone e cerca di diffondere informazioni su questa pericolosa e disabilitante condizione.

 

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