Carabinieri Piacenza, il racconto della trans: “Ci picchiavano, erano dei depravati. Molte di noi minacciate”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:30

caserma piacenza transContinuano ad emergere ulteriori dettagli sullo scandalo che ha travolto la caserma dei Carabinieri di Piacenza. 

Nella caserma, che si trova nella centralissima via Caccialupo, avvenivano abusi, torture, arresti illegali e veniva anche gestito un vasto giro di spaccio. Gli inquirenti si stanno concentrando sui festini a luci rosse che avvenivano all’interno dell’edificio, in molti casi caratterizzati da episodi di violenza nei confronti delle transessuali.

Una di loro, Francesca (nome di fantasia), 48 anni, brasiliana, ha rilasciato alcune dichiarazioni alle forze dell’ordine, di cui è informatrice sul mondo dello spaccio da circa un decennio.

“Entravamo nella caserma e i carabinieri ci sequestravano i cellulari per evitare di fare foto o video – il racconto della trans riportato da Dagospia – A fornirci di droga era il maresciallo Orlando: la tirava fuori e la metteva su un piatto e tutti pippavamo cocaina. Mi ricordo che c’era un sacchetto con almeno mezzo chilo di roba”.

“Ci picchiavano se non facevamo quello che volevano”

“Il maresciallo e gli altri carabinieri erano dei depravati, facevamo sesso di gruppo a go-go, fantasie erotiche molto spinte e cocaina senza fine”, prosegue Francesca, che racconta come il pagamento venisse effettuato proprio in cocaina.

Anche la trans brasiliana ha subito violenze da parte degli agenti: “Una volta mi hanno minacciata e spinta fino a cadere per terra, altre volte mi sono ritrovata in strada con la testa spaccata – afferma la 48enne – C’è un’altra trans, Flavia, anche lei è stata picchiata dai carabinieri. Molte di noi sono state minacciate se non facevano quel che dicevano loro”.

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