Futura mamma causa la morte del fidanzato in un incidente d’auto: partorirà in carcere

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:04

Una futura mamma che ha causato la morte del fidanzato dovrà scontare una pena di 2 anni e mezzo e sarà costretta a partorire il figlio in carcere.

Il 25 marzo del 2019, Megan sale in macchina con il fidanzato Harry e l’amica in comune Poppy. I tre erano usciti insieme per passare una piacevole serata in un locale di Sutton Coldfield, West Midland (Inghilterra) e stavano facendo ritorno a casa. Prima di intraprendere il percorso, Megan aziona il navigatore satellitare e legge che per effettuare il tragitto ci vorranno 25 minuti, così dice: “Ne impiegherò 10”. A quel punto la ragazza comincia a guidare oltre il limite di velocità, facendo prendere di paura entrambi i passeggeri.

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Sia Harry che Poppy la pregano di rallentare, le dicono che sta andando troppo veloce e che la sua guida è pericolosa. Megan, li deride, si volta a parlare con l’amica, poco dopo perde il controllo della macchina e va a schiantarsi contro un albero. Harry ha la peggio, muore istantaneamente, mentre Poppy urta la testa e perde sangue vistosamente. Vengono chiamati i soccorsi, ma per Harry non c’è più nulla da fare. Una tragedia che ha avuto la sua conclusione processuale in queste ore: Megan dovrà scontare una condanna a 2 anni e mezzo di carcere per omicidio stradale.

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Causa la morte del fidanzato con una guida pericolosa: futura mamma partorirà in carcere

Il processo si è concluso rapidamente dopo la fine delle indagini. Megan, infatti, aveva inizialmente negato di aver guidato oltre i limiti di velocità ma, messa alle strette, ha ammesso le sue colpe. Nell’anno che è intercorso tra l’incidente e la condanna, la ragazza si è fidanzata nuovamente ed è rimasta incinta. Adesso dovrà partorire in carcere e con ogni probabilità le verrà tolta la custodia del figlio.

Soddisfatta della sentenza, ma convinta che non sia una punizione sufficiente, la madre della vittima. Ai media britannici la donna ha dichiarato: “Se le verrà tolto il figlio dopo che avrà partorito in carcere proverà un minimo del dolore che stiamo provando noi. Proverà una parte del male che ha causato. Tuttavia la sua sofferenza non potrà essere mai paragonata al dolore che proveremo per sempre”.

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