Tiki Taka a Piero Chiambretti: il conduttore aostano racconta come sarà il suo talk, con il calcio al centro del villaggio

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:17

Chiambretti versione tifoso del Torino

Stiamo per archiviare il campionato 2019/20 (con l’ennesima vittoria del tricolore da parte della Juventus) e ignoriamo quando partirà il campionato seguente ma sappiamo già che il talk dedicato al gioco del pallone di Mediaset cambierà padrone di casa:

per la stagione 2020/21 ‘Tiki Taka’ verrà condotto da Piero Chiambretti.

Il conduttore aostano, che ha vissuto momenti drammatici durante la pandemia – perdendo l’amata madre Felicita, ha raccontato a Tv, Sorrisi e Canzoni come sarà il suo talk, dove prenderà il posto di Pierluig Pardo.

Ma partiamo dalla proposta per condurre il programma.

Giunta dai piani alti di Mediaset: “Direttamente Pier Silvio Berlusconi, e ho accettato perché amo le scommesse e sono onorato di far parte di questo gruppo di lavoro, anche se avevo altri progetti. Stavo pensando a “La Repubblica dei bambini”, programma in prima serata dedicato ai più piccoli. Ma non è escluso che riprenda l’idea più avanti“.

Ma come sarà il suo Tiki Taka?

Tiki Taka affidato a Chiambretti nel segno della continuità

“Se avessi voluto stravolgere “Tiki Taka”, gli avrei cambiato nome. Continuità è la parola giusta. In questo periodo di crisi un po’ di sicurezza fa bene all’animo: io vorrei fare un passo indietro e riportare al centro il calcio, senza la “baldoria” di contorno“.

E’ un concetto che ribadisce a più riprese: Chiambretti (che è un grande appassionato di calcio, e tifoso del Torino) vuole riportare il gioco del pallone al centro del villaggio.

E non è la prima volta che a Mediaset un programma calcistico viene affidato a chi viene dal mondo dello spettacolo (vedi Vianello con Pressing): “Il calcio è uno spettacolo e quindi un uomo di spettacolo può condurre un programma di calcio. Vianello ha saputo tradurre perfettamente il concetto, tanto che “Pressing” è stato il programma migliore del suo periodo. Magari fossi come Raimondo, un maestro assoluto, con cui ho avuto modo di lavorare a un DopoFestival di un Sanremo condotto da lui (nel 1998, ndr). Ma in quegli anni il calcio stesso era diverso, oggi gli interpreti sono cambiati: i calciatori hanno addetti stampa, truccatori, parrucchieri, motivatori. È un mondo di star”.

Ma, pur essendo un mondo di star, non ci sarà spazio per il varietà nel suo Tiki Taka: “Non vorrei deludere chi si aspetta il calcio serio, né illudere chi al contrario cerca il varietà e ne troverebbe troppo poco”.

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