Mattarella durante la Cerimonia del ventaglio: “Non bisogna confondere la libertà con il diritto di far ammalare gli altri”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:47

Mattarella alla cerimonia

Nel giorno della Cerimonia del ventaglio (di cui scriviamo in coda – per sapere di più su questa tradizione), il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha parlato ai giornalisti presenti.

A partire dalla cautela sulla pandemia: “C’è infatti la tendenza a dimenticare e a rimuovere esperienze sgradevoli. Forse non era immaginabile che la rimozione affiorasse così presto mente nel nostro Paese continuano a morire persone per il virus. E’ un motivo per non abbassare le difese”.

Perché – ed è un concetto molto importante: “Non bisogna confondere la libertà con il diritto di far ammalare gli altri”.

Mattarella ha quindi ricordato: “Esattamente 4 mesi fa sono morti in un solo giorno oltre 800 concittadini. Non possiamo e dobbiamo rimuovere tutto questo, per rispetto dei morti, dei sacrifici affrontati dai nostri concittadini, con comportamenti che oggi ci permettono di guardare con maggiore fiducia. Altrove il rifiuto o l’impossibilità di quei comportamenti ha provocato o sta provocando drammatiche conseguenze”.

Una battuta doverosa sul ruolo dell’informazione, ancor di più in questi tempi di pandemia: “Il mondo dell’informazione è stato interpellato dal virus e ha dato prova di esser stato al servizio dell’interesse generale e dei cittadini. Un ruolo di grande rilievo nel contrastare la pandemia. Un’opportunità forse inattesa che rilancia il ruolo del giornalismo. Ruolo opposto alle fabbriche della cattiva informazione, delle fake news. L’informazione professionale e di qualità è stata riconosciuta dai cittadini”.

Un ringraziamento quindi ai paesi che si sono mostrati vicini all’Italia: “Chiusi nelle nostre case abbiamo pensato spesso che il dopo avrebbe dovuto essere necessariamente diverso. E’ una consapevolezza del bisogno di cambiamento che non riguarda solo la sfera personale ma che si registra nei rapporti tra Paesi diversi. Tutti esposti alla medesima fragilità. La risposta si è tradotta in esperienze di preziosa, reciproca solidarietà, e desidero ringraziare quei Paesi che hanno dimostrato amicizia all’Italia, così come ha fatto l’Italia“.

Importante il fatto che i paesi abbiano avuto una reazione coordinata, anche grazie al ruolo dell’Europa: “Nessuno avrebbe potuto affrontare e vincere da solo questa sfida. Uniti si è più forti. Abbiamo assistito a un inimmaginabile cambio di paradigma politico e istituzionale della Ue. L’talia ha trovato condivisione e solidarietà da altri Paesi. La qualità e le formule profondamente innovative messe in campo hanno una portata straordinaria e manifestano un’ambizione di significato storico”.

Adesso sta all’Italia saper spendere le risorse ottenute: “L’ambito europeo è la cornice entro cui collocare la sapiente difesa degli interessi dei nostri concittadini. In questo ambito noi italiani siamo chiamati a fare la nostra parte e a utilizzare le risorse nell’ambito di un programma tempestivo, concreto e efficace“.

E il monito all’Europa è che non si torni più a letture a corto raggio dei destini del continente: “E’ importante che l’Ue aperta non si richiuda in una visione miope che consideri solo gli effetti più contingenti della crisi ma che al contrario guardi al futuro, fuori da veti o da difese di corto respiro”.

Il monito finale, inerente il futuro: “E’ in gioco il futuro, un futuro che richiede determinazione. I nostri ragazzi hanno patito un anno di disagio. Il sistema Italia non può permettersi di dissipare altre energie in questo campo. Lo sviluppo della nostra società subirebbe un danno incalcolabile. L’apertura regolare delle scuole è un obiettivo primario. L’Italia deve raccogliere la sfida e deve essere fatto ogni sforzo“.

Mattarella col ventaglio

Cos’è la Cerimonia del ventaglio?

La cerimonia del ventaglio è il rito di consegna di un ventaglio decorato al Presidente della Repubblica Italiana e ai Presidenti della Camera dei deputati e del Senato da parte dell’Associazione stampa parlamentare.

Il primo ventaglio fu consegnato il 7 luglio 1893 al Presidente della Camera Giuseppe Zanardelli (ai tempi si trattava di un semplice ventaglio di carta sul quale erano apposte le firme di tutti i giornalisti della tribuna stampa).

Il primo Presidente della Repubblica a ricevere il ventaglio fu Oscar Luigi Scalfaro, in quanto dal 24 aprile al 25 maggio 1992 fu presidente della Camera dei deputati, prima di essere eletto al Quirinale (il 28 maggio seguente). Non potendo ricevere il tradizionale ventaglio di luglio, la cerimonia fu da allora estesa anche al capo dello Stato.

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