Trovati privi di conoscenza a causa di un’overdose: il dramma di Gerardo e Samuele, padre e figlio uniti dalla droga

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:55

Gerardo e Samuele Ventrella

Tredici anni fa aveva scritto un libro.

Intitolato ‘Il mio quartiere’, racconta la sua vita al limite fra malattie, arresti e tentativi di recupero dalla dipendenza.

Era un un libro dedicato al figlio, allora pre-adolescente, affinché fosse per lui di monito.

A distanza di 13 anni, Gerardo Ventrella – l’autore del libro – e il figlio Samuele, rispettivamente 53 e 25 anni, sono stati privi di conoscenza, nelle strade della Versilia.

Per loro, un’overdose da cocaina (cui avevano aggiunto consumo di alcol e marijuana, secondo quanto riportato dal Corriere della Sera).

Nonostante l’intervento degli operatori sanitari per Samuele non c’è stato nulla da fare: l’ambulanza – dopo averlo recuperato che era già in arresto cardiaco – ha provato a correre verso l’ospedale di Massa dopo i vani tentativi di rianimazione, ma anche l’ossigenazione extracorporea applicatagli all’ospedale non ha avuto esito e così il giovane è morto poco dopo il ricovero.

Il padre, Gerardo, è stato trasportato all’ospedale Versilia: adesso si trova intubato e in prognosi riservata, ma non dovrebbe essere in pericolo di vita.

Si trovavano in Versilia perché Gerardo si era stabilito in toscana, dove – raccontava – si occupava di assistenza ad alcuni ragazzi disabili.

E venerdì sera, Samuele, operaio con dei precedenti, aveva raggiunto suo padre assieme a un cugino.

Dopo la cena tutti assieme, padre e figlio e nipote / cugino si sono divisi, tant’è che il nipote di Gerardo ha raccontato ai carabinieri di non averli visti assumere stupefacenti.

I militari adesso sono a lavoro per capire dove si siano procurati la droga.

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