Uomo precipita in un tombino e muore, l’amico: “L’ho trovato disteso in una pozza di sangue”

Dopo una serata passata al pub con due amici, un uomo di 39 anni è precipitato all’interno di un tombino scoperchiato ed ha perso la vita.

Da qualche anno a questa parte il giovane Richie Kennedy, 39enne originario di Brighton (East Sussex), si era trasferito a Calahonda, località turistica della Spagna, per convivere con il compagno Claus. Lo scorso 27 giugno, Richie era uscito con i familiari che erano giunti in Spagna per farsi una vacanza e andarlo a trovare. I tre avevano consumato un paio di pinte di birra e poi avevano deciso di fare ritorno in albergo. Richie, sapendo che la strada era buia e potevano perdersi, ha deciso di accompagnarli, ma si era dimenticato le chiavi di casa ed è tornato indietro.

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Proprio durante la strada del ritorno – aveva preso una scorciatoia in mezzo alla campagna – l’uomo è precipitato all’interno di un tombino compiendo un volo di diversi metri. Claus era a conoscenza del fatto che il compagno stava tornando indietro per prendere le chiavi e quando ha notato che ci stava impiegando più tempo del previsto ha cominciato a preoccuparsi. La mattina successiva è uscito a cercarlo e con suo grande sgomento, lo ha trovato agonizzante all’interno del tombino: “Ho scavalcato le barriere e l’ho trovato lì, disteso in una pozza del suo stesso sangue”.

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Uomo precipita in un tombino e muore: la famiglia chiede aiuto per iniziare una causa

Ancora scioccato per la scoperta, l’uomo ha aiutato il padre adottivo di Richie a calarsi all’interno del tombino, ma anche da lì era impossibile portarlo fuori. Claus ha chiamato allora la polizia che è giunta subito sul luogo, ma gli agenti ed i paramedici non avevano gli strumenti necessari per sollevarlo e portarlo in salvo. Richie è stato portato in superficie solo dopo l’arrivo dei Vigili del Fuoco, ma quando questi ci sono riusciti era ormai troppo tardi: “A quel punto era completamente ghiacciato, era rimasto steso là sotto per 15 ore circa”. Lo stesso Claus, due giorni dopo la morte di Richie, si è recato dalle autorità locali per lamentarsi della mancata copertura del tombino: “Gli ho chiesto quante altre persone dovessero morire prima di chiuderlo”.

Adesso il pericoloso tombino è stato finalmente coperto e recintato, ma la famiglia di Richie non riesce ad andare avanti finché non sarà stata fatta giustizia. Nelle scorse settimane hanno aperto una pagina di crowfunding nella speranza di ottenere denaro sufficiente per fare partire una causa contro il comune spagnolo.