Esplosione Beirut 4 agosto 2020, aggiornamenti costanti: proteste antigovernative e arresti. Morta una 92enne italiana

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:05

Di seguito, la notizia come era stata pubblicata a ridosso dell’esplosione avvenuta a Beirut, quando si trattava a tutti gli effetti di un’ultim’ora:

Esplosione Beirut 4 agosto 2020: ancora non sono noti i dettagli dell’accaduto

Una violenta esplosione occorsa al porto di Beirut è stata avvertita in tutta la città: adesso una coltre di fumo intensa copre la visuale.

Panico nella capitale del Libano, Beirut, in seguito ad una violenta esplosione che ha stralciato la serenità della città. Secondo le prime informazioni giunte la deflagrazione è avvenuta nel porto cittadino, ma è stata talmente violenta da essere stata avvertita sino a 10 chilometri di distanza dal luogo dell’esplosione. La notizia è stata riportata sia da Reuters che dall’emittente locale Al Arabya.

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Secondo alcune testimonianze  il boato è stato avvertito anche a diversi chilometri di distanza e i vetri delle case sono andati in frantumi con l’onda d’urto. Subito dopo la tremenda esplosione (che sembra quasi quella di una bomba atomica) un colonna di fumo intenso si è innalzata dal luogo dell’esplosione e arriva sino al cielo.

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Per il momento sono disponibili pochi dettagli dell’accaduto.

Secondo quanto riferito da un’esponente della sicurezza, l’esplosione parrebbe sia stata causata da un incidente all’interno di una fabbrica di fuochi d’artificio. Escluso, dunque, che si sia trattato di un attacco terroristico.

In questi istanti su ‘Al Jazeera’ hanno riferito: “La forza d’urto dell’esplosione è stata massiccia. La gente per strada è nel panico e ci sono vetri ovunque”.

Esplosione Beirut, i primi video

Sono immagini che mettono i brividi ed è possibile notare la violenza dell’onda d’urto anche dal fatto che spesso le persone che filma non riescono a rimanere in piedi.

La violenza dell’esplosione è stata tale che pare che sia stata avvertita financo a Cipro (isola che si trova dinnanzi al Libano).

Esplosione Beirut, le immagini in diretta dalla capitale libanese subito dopo il dramma

Esplosione Beirut, le cause

E’ stato ribadito dalla succitata tv araba quanto dichiarato a ridosso dell’esplosione: “Si tratta di un incidente legato a fuochi d’artificio, non un attacco terroristico”.

Ed anche i media libanesi hanno dato credito a questa ipotesi, parlando di incidente all’interno di un magazzino di fuochi d’artificio, con due esplosioni che si sono succedute a poca distanza di tempo l’una dall’altra.

La seconda sarebbe stata quella più simile ad una esplosione atomica.

Proprio per la forza dell’esplosione, l’ipotesi dell’incidente all’interno di un magazzino di fuochi d’artificio è parsa poco credibile.

E’ emerso che l’esplosione potrebbe essere stata causata da alcuni elementi chimici che erano stati sequestrati tempo addietro e si trovavano stipati in un magazzino all’interno del porto della capitale.

Ma secondo Dagospia – e questa è una indiscrezione clamorosa – “a saltare in aria è stato un deposito pieno di armi (forse missili) di Hezbollah, colpito da Israele (che nega). Per questo, dopo l’esplosione, si è creata quella specie di fungo ‘atomico’. Il primo ministro israeliano stamani aveva minacciato il gruppo terroeistico libanese all’indomani dell’attacco missilistico contro la Siria”.

Un palazzo sventrato a beirut

Esplosione Beirut, le parole del governatore: “Sembrava Hiroshima”

Il governatore di Beirut, Marwan Aboud, ha parlato di quanto accaduto nella sua città “Un disastro nazionale senza precedenti. Beirut è una città distrutta”.

Trattenendo a stento le lacrime, il governatore della capitale libanese – parlando ad un’emittente locale – ha paragonato le esplosioni odierne a quelle tristemente note che hanno devastato Hiroshima.

Esplosione Beirut, il bilancio in aggiornamento

In prima battuta, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Reuters, almeno 10 sarebbero state le vittime causate dalla tremenda esplosione, oltre a centinaia i feriti.

Invece, secondo un primo bilancio preliminare del ministero della Salute, sarebbero almeno 27 morti e 2.500 feriti.

Tra i feriti – colpiti fortunatamente in maniera non grave – anche due militari italiani del contingente presente in Libano.

Un ferito a Beirut a causa dell'esplosione

L’onda d’urto ha distrutto un palazzo nella sua interezza, con i vetri che hanno invaso le strade della città (che a loro volta sembrano quelle di una città in guerra).

Proprio all’intero dell’edificio crollato si cercano persone intrappolate.

Come riportato da una fonte ad Al Jazeera: “La forza dell’onda d’urto è stata violenta. C’è panico in strada, vetri dappertutto”.

La Croce Rossa libanese ha quindi twittato affinché i cittadini liberino le strade per consentire l’opera di soccorso da parte dell’ente internazionale:

Esplosione Beirut, il day after: oltre 100 morti e pericolo per i materiali pericolosi sprigionatisi nell’aria

Il day after in terra libanese è giorno di bilanci.

Ed i numeri sono impietosi: le due terribili esplosioni di ieri hanno causato oltre 100 morti e 4000 feriti.

Ma gli effetti potrebbero durare nel tempo: il ministro della salute del Libano Hamad Hasan ha infatti affermato che materiali pericolosi sprigionatisi nell’aria dopo le deflagrazioni potrebbero avere effetti a lungo termine mortali e che quindi chiunque possa lasci Beirut.

Venendo alle reazioni internazionali, segnaliamo le parole di vicinanza di Papa Francesco: “Preghiamo per le vittime e per i loro familiari, e preghiamo per il Libano, perché con l’impegno di tutte le sue componenti sociali politiche e religiose possa affrontare questo momento così tragico e doloroso, e con l’aiuto della comunità internazionale superare la grave crisi che sta attraversando”.

E quelle del Presidente statunitense Trump che dapprima ha espresso la propria solidarietà in conferenza stampa per la popolazione libanese

per poi dichiarare che potrebbe essere stato un attacco terroristico (come riportato ieri da Dagospia, citata nell’articolo): “Ho incontrato i nostri generali e sembra che non sia un incidente industriale. Sembra, secondo loro, che sia un attentato, una bomba di qualche tipo“. Ad opera di chi? E quali saranno le conseguenze, in tal caso? Questi sono adesso i quesiti che sovvengono.

In realtà, il governo libanese ha dichiarato – il presidente Michel Aoun, citato dalla Bbc online e rilanciato dall’ANSA – che a provocare le esplosioni che hanno devastato Beirut è stato un incendio in un deposito nel porto di Beirut dove erano immagazzinate 2.750 tonnellate di nitrato di ammonio, sequestrate diversi anni fa da una nave.

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Esplosione Beirut, il nuovo bilancio (al 6 agosto 2020) e le parole di Trump

A due giorni dalla drammatica esplosione che ha devastato Beirut, continua a peggiora il bilancio legato a morti e feriti.

Secondo quanto dichiarato dal ministro della Salute libanese sono almeno 137 i morti e 5.000 i feriti.

E se ci si continua ad interrogare circa le cause dell’esplosione, Trump sembra aver ritrattato rispetto alla posizione a caldo (in cui ipotizzava con forza un attacco terrorismo): “Nessuno sa la causa delle esplosioni di Beirut”, ha dichiarato il presidente statunitense.

Esplosione Beirut, aggiornamento 7 agosto 2020: proteste antigovernative e arresti

Nonostante la situazione d’emergenza, una violenta protesta antigovernativa è scoppiata ieri notte a Beirut. Non si tratta di una novità per le strade della capitale libanese ma il dramma vissuto il 4 agosto rappresenta sicuramente un incentivo alla riot.

Di seguito vi mostriamo le immagini degli scontri tra dimostranti e forze dell’ordine.

Intanto, al presidente francese Emmanuel Macron giunto sul posto una folla di libanesi ha lanciato un appello – al motto “Rivoluzione!” – affinché li aiuti a cacciare i dirigenti politici, accusati di corruzione e cattiva gestione della cosa pubblica.

E proprio questa cattiva gestione ha portato alla strage del porto, per cui iniziano ad esserci i primi arresti: ieri, 16 persone, tra cui il direttore generale del porto di Beirut, Hassan Koraytem.

E’ giunta frattanto ieri la notizia della morte di una cittadina italiana di 92 anni in seguito all’esplosione: si tratta di  Maria Pia Livadiotti, nata a Beirut nel 1928 e vedova di Lutfallah Abi Sleiman, già medico di fiducia dell’ambasciata d’Italia in Libano, deceduto 15 anni fa.

Lo hanno confermato fonti della Farnesina, che parlano anche di dieci nostri connazionali feriti lievemente.

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