Lockdown in tendenza su Twitter ed è polemica tra “ultras”: “L’italiano si merita l’estinzione”. Borghi attacca il governo

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:11

Conte con la mascherina

Ieri sono stati desecretati una parte dei verbali delle riunioni del Comitato tecnico scientifico per l’emergenza sanitaria in merito alle misure per fronteggiare l’emergenza coronavirus.

E così si è scoperto che il 7 marzo scorso con un documento riservato inviato al ministro della Salute Roberto Speranza, il CTS proponeva al governo di “adottare due livelli di misure di contenimento: uno nei territori in cui si è osservata maggiore diffusione del virus, l’altro sul territorio nazionale”, con misure più rigorose in Lombardia e nelle province di Parma, Piacenza, Reggio Emilia, Rimini e Modena, Pesaro Urbino, Venezia, Padova, Treviso, Alessandria e Asti.

Due giorni dopo, il presidente del Consiglio Conte con il Dpcm del 9 marzo dava il via al lockdown su tutto il territorio nazionale, senza citare a giustificazione del provvedimento alcun atto del Comitato tecnico scientifico.

Lockdown in tutta Italia, una “decisione politica” secondo la Lorenzin

Una scelta politica, come ribadito quest’oggi in un’intervista rilasciata dall’ex ministro della Salute Beatrice Lorenzin a Tiscali.

“Credo che il governo abbia fatto la cosa giusta: ha assunto una decisione politica sulla base di conoscenze tecniche. In quel momento, a marzo scorso, nessuno poteva garantire che non ci sarebbero stati nuovi focolai e di quale portata. E comunque il documento suggerisce che con una chiusura generalizzata l’obbiettivo di contenere il virus sarebbe stato raggiunto più efficacemente. Con il lockdown siamo riusciti dove altri paesi hanno fallito. Basta vedere cosa sta succedendo oggi”, ha dichiarato la ministra durante i governi Letta, Renzi e Gentiloni.

Lockdown in tutta Italia, polemiche su Twitter

Quest’oggi in tanto gli utenti su Twitter si sono scatenati sul tema, trasformandosi in veri e propri ultras tra chi ritiene che il lockdown sia stata una misura inappellabile (i più) e chi invece pensa si sarebbe potuto agire diversamente (ma l’impressione è che questi ultimi abbiano anche timore a prendere parola, dinnanzi all’astio verbale espresso dai primi).

Di seguito, un piccolo campione dei tweet più popolari

Tra chi sicuramente non prende posizione a favore del lockdown c’è il deputato leghista Claudio Borghi, che ha pubblicato un post contro il governo – segnalando come tanti italiani starebbero pensando di fare causa al Governo dopo la succitata desecretazione:

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