Scontri in Bielorussia: Lukashenko trionfa con l’80% dei voti e il paese sprofonda nel caos

Dopo 26 anni si riconferma al potere il presidente uscente Alexander Lukashenko. L’ombra dei brogli getta nel caos la capitale bielorussa e apre il dibattito in sede europea.

lukashenko, bielorusso

I primi risultati parziali danno il presidente in carica riconfermato con oltre l’80% dei voti, dopo i discussi sondaggi che lo avevano dato sotto il 3%. Le elezioni presidenziali in Bielorussia arrivano al culmine di una stagione di tensione e repressione che ha già visto l’arresto di centinaia di oppositori, a cui si aggiungono gli oltre 200 fermi di oggi. Preoccupazione forte è arrivata dalla Polonia che, con le parole del premier Mateusz Morawiecki, ha invocato l’apertura di un vertice europeo, mentre Putin si congratula con il leader Bielorusso

Arresti e terrore nella Bielorussia pre-elettorale

Quella di Lukashenko è una leadership debole, lontana dal consenso interno di Orban o Putin e il timore di perdere il comando della nazione sembra essere stato la molla per una stagione di forte repressione. Tra i contestatori arrestati nei mesi precedenti alle elezioni vi sono, tra glia altri, i candidati più quotati alla vittoria finale. Tra loro spicca il nome di Sergei Tikhanovsky, videoblogger che aveva duramente attaccato il leader ottenendo una enorme popolarità. Al suo arresto, Tikhanovsky ha risposto con la candidatura della moglie Svetlana, che secondo i sondaggi poteva seriamente mettere in difficoltà Lukashenko. Alla vigilia delle consultazioni, il presidente uscente aveva fatto arrestare anche il capo dell’ufficio elettorale della candidata, aumentando la pressione su tutto il fronte dell’opposizione.

La rivolta in piazza e la paura per il futuro

All’annuncio dei primi risultati è seguita un ondata di proteste, nonostante l’invito della Tikhanovsky a mantenere un profilo pacifico. Il bilancio degli scontri è di un morto, decine di feriti e centinaia di arresti. Ad essere preoccupata è adesso soprattutto la Polonia, minacciata dalla vicinanza di quello che è stato definita “l’ultimo dittatore d’Europa” che invece gode dell’appoggio della Russia di Putin, a cui è legato da un comune passato.

Il clima nel paese resto molto teso. La Bielorussia è un paese che sta vivendo un profonda crisi economica, aggravata dal Covid e la sua popolazione non subisce, per ragioni storiche, né il fascino della propaganda sovranista che guida il consenso in Ungheria né le spinte di estremismi religiosi, rendendo la paura l’unica arma a disposizione di Lukashenko per mantenere saldo il suo potere