Mascherine e conformismo sociale: lo strano caso del Giappone. E in Italia?

Lo studio realizzato da un equipe di psicologi nipponici mette in mostra come le motivazioni sociali siano più importanti delle evidenze scientifiche

giappone mascherine

L’uso della mascherina in Giappone è estremamente diffuso e, differentemente da quanto accada in molte parti del mondo occidentale, nessuno sembra metterne in discussione l’utilizzo. I cittadini del paese del Sol Levante sembrano essere, quindi, particolarmente fiduciosi in ciò che viene riferito loro dalla classe politica e dalla comunità scientifica.E invece le cose non stanno affatto così.

Una ricerca condotta dalla Doshisha University, su un campione di 1000 intervistati, rivela un dato molto interessante: la ragione principale per cui i nipponici indossano la mascherina è “perché lo fanno tutti”. Agli intervistati, scelti in modo da equilibrare il contributo delle varie classi di età e genere sessuale, veniva data la possibilità di attribuire un punteggio da 1 a 5 alla rilevanza di vari aspetti che li spingevano ad indossare la mascherina: la fiducia verso la reale efficacia del dispositivo ha raccolto valori di preferenza molto bassi, mentre la maggior parte degli intervistati riferiva di indossare la mascherina per conformarsi al costume generale.

Italia e Giappone, paesi agli antipodi

Il senso di appartenenza sociale, il rispetto per gli elementi formali del vivere comune e delle regole condivise è particolarmente alto in Giappone e questo pare riflettersi sull’efficacia delle strategie pubbliche per combattere il virus.

L’atteggiamento del popolo asiatico, in questo senso, pare discostarsi anni luce da quanto si è soliti osservare in italia. Nel Bel Paese infatti, molto spesso la richiesta di mantenere un comportamento condiviso viene tacciata per il tentativo di imporre qualcosa per fini economici. Il sospetto che ci sia sempre qualcuno pronto a guadagnarci allontana una parte dell’opinione pubblica dall’affidarsi a consigli spesso indispensabili.

Come suggerisce lo stesso Kazuya Nakayachi, a capo del progetto, le istituzioni dovrebbero tenere in grande considerazione gli elementi sociali che guidano i comportamenti, e definire le strategie sulla base di osservazioni di questo tipo. Inoltre, aggiungiamo noi, i governi dovrebbero tenere in debita considerazione le differenze culturali in seno ai popoli e plasmare le proprie strategie sulla base delle peculiarità locali.