Chi è Kamala Harris, la prima donna afroamericana a correre come vice per la Casa Bianca

Prima afroamericana ad essere nominata al ruolo di vice, chi è Kamala Harris, la donna scelta da Joe Biden per la corsa alla Casa Bianca

Era nell’aria da tempo l’intenzione che Joe Biden volesse accanto a lui una donna di spicco con cui correre alla Casa Bianca; dopo l’ipotesi Michelle Obama, Biden ha scelto la sua favorita, Kamala Harris, senatrice in carica della California.

Chi è Kamala Harris, la prima donna nera e di origini indiane ad essere nominata come vice

La Harris, di certo, non sarà intimorita dallo stress delle campagne elettorali dopo la gavetta politica che ha contraddistinto la sua carriera. Nata a Oakland, California, da padre giamaicano e madre immigrata indiana, Kamala Harris si è abilitata alla professione di avvocato, per poi diventare procuratrice distrettuale di San Francisco nel 2003, riuscendo a sconfiggere in quella tornata il procuratore allora in carica. Rieletta nel 2007, la Harris è riuscita ad aggiudicarsi il ruolo di Attorney general (la pubblica accusa) della California, posizione che riuscirà a riconfermare anche nel 2014.

E’ senatrice dal 2016, anno in cui vinse le primarie interne al Partito Democratico, per poi ottenere uno dei due seggi attribuiti alla California, battendo la sfidante Repubblicana con il 62,5% dei voti. Considerata come uno dei volti progressisti dei Dem, la Harris durante il suo mandato come senatrice si è battuta per un percorso di cittadinanza per gli immigrati illegali, l’estensione dell’assistenza sanitaria, per la legalizzazione delle droghe leggere e l’aumento delle tasse per le corporation

Una scelta già premiata dall’elettorato e dagli investitori

“Non sono tempi normali, ho bisogno di qualcuno che lavori al mio fianco, che sia intelligente, tosta e pronta a essere un leader” ha detto Biden, che ha optato per una scelta strategica non di poco conto: oltre a tenere in considerazione la questione di genere, partendo dal fatto che l’elettorato Dem sia in prevalenza femminile, Biden ha giocato anche la carta multi razziale nell’anno in cui le proteste dopo la morte di George Floyd hanno posto l’attenzione del dibattito pubblico su razzismo e le discriminazioni.

Una scelta, questa, già premiata dall’elettorato e dagli investitori: ad un solo giorno dall’ufficializzazione della candidatura, la Harris è riuscita a raccogliere donazioni a sostegno della sua campagna pari a 1,5 milioni di dollari. 

Le critiche dei Dem a Kamala Harris

Ma se Trump ha dipinto la Harris come un’estremista radicale che vuole la “medicina socializzata”, e dall’esterno viene vista come appartenente all’ala dem più progressista, non la pensano così i suoi compagni di partito, che non hanno dimenticato le scelte della Harris durante il suo mandato da procuratrice della California: la senatrice ha optato per una politica di arresti indiscriminati per reati correlati al consumo di droghe leggere, ma soprattutto è stata fortemente criticata la sua scelta di difendere in un tribunale californiano la pena di morte. Come attorney general, inoltre, la Harris non ha mai fatto partire indagini o procedimenti amministrativi contro agenti accusati di aver abusato dei loro poteri. 

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