Precipita durante una arrampicata sull’isola Tavolara di cui era innamorato: muore così “il maestro del friabile”

Giuliano Stenghel

E’ morto a 67 anni Giuliano Stenghel, noto come “il maestro del friabile”.

Ed è morto mentre faceva ciò per cui era una vera e propria istituzione in terra tricolore:

stava arrampicandosi su una parete dell’isola Tavolara, sulle coste nord-orientali della Sardegna, quando è precipitato.

Per lui non c’è stato nulla da fare: il suo corpo è stato recuperato esanime nel primo pomeriggio dalla Guardia costiera ed è stato portato a Olbia.

La caduta sarebbe avvenuta per cause ancora da accertare intorno alle 11.30: considerando la sua enorme esperienza (dal 1978 era istruttore nazionale di alpinismo) e considerando come ben conoscesse le rocce dell’isola sarda – cui era molto legato, come vedremo fra poco – si ipotizza che possa avere avuto un malore e per questo sia precipitato, sbattendo più volte sulla parete prima di finire in mare.

E proprio i sub presenti nella zona hanno dato per primi l’allarme.

Se n’è andato facendo quello che più amava: “Riconosco che Dio mi ha fatto per uno scopo, però mi ha voluto alpinista e quando arrampico me lo sento vicino e sono felice”, sono parole del 67enne di Rovereto.

Aloinista molto esperto, nel corso degli anni aveva aperto oltre 200 vie e negli ultimi tempi ne aveva dato testimonianza sui social, con appositi post su Facebook in cui celebrava le sue “imprese” (cui era sempre legata una dedica a qualche persona recentemente scomparsa):

Oltre che sui social (dove sono giunti decine di commenti di cordoglio) era molto attivo nel sociale.

Aveva inoltre scritto numerosi libri e racconti di alpinismo, dedicando anche un libro all’isola dove è morto.

Intitolato Isola Tavolara – Una montagna in mezzo al mare, scriveva così: “Con tutte le montagne del mio Trentino, perché mi sono lasciato sedurre e ammaliare dal fascino di un posto tanto lontano? Di preciso non lo so, ma le forme cariche di mistero di quello scoglio in mezzo al mare mi hanno completamente catturato. C’è qualcosa che provo dentro, che ho avvertito sin dal principio, una strana sensazione ed emozione, come se qualche forza misteriosa mi avesse chiamato in quei luoghi”.