16enne stuprata da 30 uomini in una stanza d’albergo: si sono approfittati di lei mentre era ubriaca

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:01

Spiaggia Mar Rosso

Vicenda tremenda dalle sponde del Mar Rosso.

Una sedicenne ha denunciato di essere stata stuprata da 30 uomini in una stanza d’albergo nella località di Eilat, città da 47.000 abitanti sulle rive del Mar Rosso.

La giovane sarebbe stata aggredita sessualmente mentre era ubriaca presso il Red Sea Hotel.

Venerdì scorso ha quindi deciso di denunciare l’accaduto e due sospetti sono stati immediatamente arrestati.

Secondo la ricostruzione, la ragazza non era un ospite dell’hotel ed è stata violentata nel momento in cui ha chiesto di poter usare il bagno.

Secondo quanto riferito dalle forze dell’ordine, inoltre, alcuni degli uomini (se così è possibile definirli) hanno filmato la violenza con i loro telefoni cellulare.

Una delle amiche della ragazza (che si trovava prima della violenza in comitiva assieme a lei) ha dichiarato di non essere stata in grado di intervenire aggiungendo che uno dei presunti violentatori: “Ha detto di essere un medico e di voler aiutare la giovane” dopo aver realizzato che fosse ubriaca.

Immediate le reazioni indignate della classe politica israeliana.

Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha twittato: “Questo è scioccante, non ci sono altre parole. Questo non è solo un crimine contro la ragazza, questo è un crimine contro l’umanità stessa che è degno di ogni condanna e i responsabili devono essere assicurati alla giustizia”.

Il ministro della Difesa Benny Gantz ha poi aggiunto: “Da ieri pomeriggio ho cercato, senza riuscirci, di capire: cosa vuole provare un uomo in fila con dozzine di altri per entrare nella stanza dove una giovane, disorientata ragazza si trova inerme?

Per poi continuare: “L’indagine della polizia è ancora in corso, ma è importante che trasmetta un messaggio a coloro che hanno partecipato o testimoniato a questo o ad altri casi analoghi: l’unica cosa che hai dimostrato è di quale depravazione sei capace. Prima dell’aspetto criminale, bisogna fare una ricerca morale dell’anima. E alla denunciante, le dico con forza: il mio cuore è con te, non sei sola”.

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