Il “lato B” della 13enne Chanel Totti su Gente, Cuties su Netflix: cosa sta succedendo?

La foto del lato B di Chanel Totti e il film Netflix “Cuties” hanno aperto un dibattito sull’ ‘ipersessualizzazione’ delle ragazze minorenni

Un’ondata di polemiche si è infranta contro il settimanale “Gente” a seguito della pubblicazione in copertina della figlia di Totti e Ilary Blasi, Chanel Totti, immortalata al mare con suo padre con il volto pixelato ma con il lato B ben in evidenza, foto accompagnata dal titolo “Chanel Totti è la gemella di mamma Ilary”. Un’allusione, questa, che non poteva essere che riferita al suo lato B dato che il volto è stato oscurato.

Una prima pagina che ha infiammato moltissime polemiche nei confronti della direttrice Monica Mosca, prima fra tutti quella della mamma Ilary Blasi, che in un post su instagram al vetriolo ha commentato così la vicenda: “Ringrazio il direttore Monica Mosca per la sensibilità dimostrata mettendo in copertina il lato B di mia figlia minorenne senza curarsi del problema sempre più evidente della sessualizzazione e mercificazione del corpo delle adolescenti”. 

Sulla vicenda è anche intervenuto il Telefono Azzurro: “Nell’ultima settimana abbiamo tristemente assistito, in due occasioni diverse, alla spettacolarizzazione del corpo di minori sui giornali”, scrive l’associazione finalizzata alla tutela dei minori, che ha sollecitato “gli organi di informazione a tutelare sempre bambini e adolescenti, rispettandone l’immagine e la privacy”.

La questione della sessualizzazione dei corpi di minori

Quella della sessualizzazione dei corpi di minori è molto più complessa di quello che, a prima vista, potremmo pensare. Non è sufficiente rivolgere critiche nei confronti di chi mette in atto certi comportamenti, ma è fondamentale interrogarsi su come si sia arrivati a questo e, soprattutto, interrogarsi sulla posta in gioco più alta, ovvero le conseguenze nel mondo dei pre-adolescenti, in particolare delle ragazze.

Polemiche anche verso il film Netflix “Cuties”

La polemica nei confronti di “Gente” non è stata l’unica in questo periodo: recentemente il colosso della distribuzione “Netflix” ha ritirato il poster di “Cuties”, il film con protagoniste un gruppo di undicenni che esplorano la loro sessualità attraverso il twerking, un tipo di ballo in cui il ballerino o la ballerina scuote i fianchi su e giù velocemente sul proprio asse verticale, creando in questo modo un tremolio sulle natiche. Sulla locandina si vedevano ritratte quattro pre adolescenti in pose ammiccanti con le labbra e con fare sexy. La società californiana ha fatto un mea culpa sulla questione, e ha deciso di fare un passo indietro rimuovendo il poster dopo aver ricevuto molte accuse, prima fra tutte quella di diffondere materiale che incita alla pedofilia.

Al di là delle ipocrisie

Ad un dibattito già enormemente complesso si sono aggiunti commenti ipocriti nei confronti di Ilary Blasi, rivangando il fatto che in passato, la presentatrice, aveva fatto degli scatti sensuali. Al di là del fatto che Ilary ai tempi era maggiorenne, c’è da interrogarsi su chi si possa arrogare il diritto di dire cosa una donna può e non può fare del suo corpo. 

Non si può però chiudere gli occhi sulle cause di un atteggiamento simile: gli attuali pre adolescenti si ritrovano a confrontarsi quotidianamente con l’era del dominio dell’immagine che emblematicamente trova la sua manifestazione nel social di instagram: poche interazioni, pochi contenuti ma tante immagini di vite da copertina. Non c’è spazio per la divisione, errori, difetti e vulnerabilità, instillando in molti adolescenti la convinzione di essere sbagliati o di non essere all’altezza della vita condotta dagli altri coetanei. 

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Ed è così che, come se questo non fosse già sufficiente a mettere in moto un meccanismo perverso di confronto perenne con corpi perfetti e da copertina, gli attuali pre adolescenti ritrovano legittimato questo meccanismo a livello ‘giornalistico’ e cinematografico.

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Bisogna però andare al di là delle ipocrisie, e non si può indubbiamente far finta che gli adolescenti non vivano una propria sessualità, ed è forse proprio ai 13enni che dovremmo rivolgerci per comprendere cosa ne pensino di queste vicende. Ma un conto è vivere in maniera salutare l’esplorazione della propria sessualità in una fase come quella pre adolescenziale che precede quella adolescenziale, in cui la scoperta del proprio corpo è fondamentale, un conto è ipersessualizzare un corpo che, per quanto viva il trauma dell’interrogarsi sessualmente, sta ancora maturando strumenti idonei per comprendere dinamiche psichiche molto complesse, che rischiano di essere invischiate con un’ideale perverso del corpo femminile che deve essere posto alla mercé della decisione altrui. 

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