“Si parlava di un nuovo lockdown ed è questo che ha reso mio fratello fragile”: parla il fratello del ristoratore suicida

ULTIMO AGGIORNAMENTO 22:18

Ristorante serranda abbassata

Luca Vanni era un noto ristoratore nel centro storico di Firenze.

Si è tolto la vita a 44 anni, sabato scorso, e il suo gesto estremo ha sconvolto i commercianti di zona.

Vanni si è tolto la vita tra il turno del pranzo e quello della cena, nel momento in cui è rimasto solo nel suo ristorante in zona di piazza Santa Croce.

Un ristorante cui Vanni aveva dedicato gran parte della propria vita e che aveva comprato poco prima della pandemia.

Pandemia che ha causato più di un problema a lui come ai commercianti di zona: i suoi incassi erano diminuiti a causa della crisi Covid e tra qualche giorno sarebbero ripartite le rate del mutuo.

E proprio questa incertezza sul futuro hanno portato Luca Vanni al gesto estremo, come raccontato dal fratello Marco a Italia 7:

“Il problema non era pagare i debiti perché quando uno fa un investimento e cerca di ampliare l’azienda e di stare meglio non è questo il problema. Il problema è l’incertezza del futuro: non davano la certezza, si parlava di una nuova chiusura, di un nuovo lockdown, è questo che ha reso la persona fragile, mio fratello fragile“.

Il fratello dell’imprenditore ha quindi aggiunto: “L’azienda era sanissima, un mese e mezzo prima del lockdown era stato acquistato il fondo da mio fratello con un leasing aziendale. Ma poi il problema è stato l’incertezza del futuro, l’azienda c’è dal 1987, da 40 anni si era abituati a pagare tutti, a pagare i debiti, ad essere regolari, ma se poi ti dicono ‘chiudete, prendete un prestito e cavatevela da soli’, bene questa cosa ha tormentato, reso fragile una persona che non è abituata a fare debiti”.

(Immagine d’archivio)

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